Il Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte fa appello ai alla società civile di Piacenza, partiti, sindacati, associazioni, esponenti del mondo dell’arte e della cultura, singoli cittadini a sottoscrivere questa presa di posizione in difesa della libertà di espressione artistica e della libertà di espressione tout court.

Nuovo grave tentativo di repressione della libera espressione artistica
Sabato mattina 6 giugno 2020 il Laboratorio Popolare della Cultura e Dell’Arte è stato fatto oggetto di inspiegabile censura. Ottenuta REGOLARE AUTORIZZAZIONE ad eseguire una PACIFICA performance di public art/arte di strada esponenti del Laboratorio issavano la scritta “954 morti” stampata su una grande mascherina chirurgica appesa ad UNA arcata di Palazzo Gotico LASCIANDO quindi LIBERI TUTTI GLI ALTRI PASSAGGI SOTTO I VOLTONI. Con l’iniziativa intitolata EMOZIONI/RIMOZIONI, come ben spiegavano i due poster esposti in Piazza, si intendeva ricordare le EMOZIONI dei piacentini sia per i troppi morti che per il dolore e i disagi, anche economici, per il lodevole impegno di tante persone, ma anche per evitare possibili RIMOZIONI delle eventuali responsabilità di chi non ha da subito dichiarato ROSSA la nostra zona, ha sottovalutato le polmoniti anomale ecc.
Poco dopo l’installazione delle mascherine ai Putti del Mochi e della grande mascherina che commemorava i morti per Corona virus, intervenivano due agenti municipali dichiarando di essere inviati da “uno del Comune”. Un anonimo di cui non si è finora saputo il nome. Il Laboratorio esibiva regolare permesso, ma arrivavano altri due vigili e poi il caposervizio. Non trovando nulla di veramente irregolare ricorrevano alla accusa/cavillo di “ostruire il passaggio ” cosa palesemente falsa.
Dopo una lunga serie di telefonate dei vigili e diverse misurazioni arrivavano addirittura, con un’ autoscala, due vigili del fuoco che rimuovevano la grande mascherina per riconsegnarla al Laboratorio. Infatti i vigili non avevano redatto, al momento, alcun verbale né avevano esibito alcun ordine di sequestro. Quindi FINO A PROVA CONTRARIA tutto era regolare, non disturbava e non offendeva nessuno, ciò nonostante si è voluto censurare inspiegabilmente un evento di Public Art per far tacere la voce indipendente di alcuni cittadini/artisti che mentre piangono i morti ed esprimono stima e riconoscenza a tutti quelli che si sono prodigati per curare, aiutare e garantire i servizi indispensabili, chiedono anche che si faccia chiarezza su errori e ritardi.
Mentre nei confronti di questa iniziativa artistica si è realizzato un immediato intervento addirittura con cinque agenti della Polizia Municipale e due Vigli del Fuoco è evidente a tutti che nei giorni della “movida” Piazza Cavalli viene riempita di auto in divieto di sosta e quotidianamente soprattutto nello spazio da Piazza Duomo a Corso Vittorio Emanuele centinaia di persone non rispettano la prescrizione del distanziamento tra persone di un metro impunemente perché senza alcun intervento. Questo dimostra il carattere pretestuoso ed unilaterale di due pesi e due misure utilizzati per penalizzare l’arte critica e resistente espressione del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte. Comportamento che ha purtroppo molti precedenti simili. Tentativi poi sempre finiti nel nulla.
Il Laboratorio ritiene che quanto accaduto non sia responsabilità della Polizia Municipale o dei Vigili del fuoco (che eseguono precise direttive) ma crede sia un atto politico, da parte della amministrazione comunale, di inaccettabile repressione della libera espressione artistica




