L’architetto Spagnoli avverte: urge
una riflessione sullo sviluppo urbano

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L’architetto Lorenzo Spagnoli è un urbanista di valore e pochi giorni prima del ballottaggio per il sindaco ha proposto l’apertura di un confronto sul nostro assetto urbano. In pratica, Piacenza – come tantissime altre città, ma questo non consola – ha perso la sua anima umana a beneficio di una impersonale anima commerciale e affaristica. Spagnoli, nel suo intervento sul quotidiano locale (ripreso con uno scritto più approfondito pubblicato sul prossimo numero della rivista Edilizia Piacentina), lo spiega con cognizione di causa, ovvero da tecnico capace anche di divulgazione. Il succo è questo: il risultato di questo tipo di sviluppo ha provocato un fenomeno di dispersione urbana, la quale “contrasta fortemente con un’idea di città caratterizzata da una certa continuità delle costruzioni e, soprattutto, dalla compresenza e dalla compenetrazione di più attività (abitazioni, commercio, uffici, locali di intrattenimento, ecc.) che contribuivano a rendere animato e vissuto lo spazio delle strade e delle piazze cittadine”. Ecco in poche battute affrontato, più direttamente di quanto non sembri, anche l’annoso e dibattuto, spesso pure a sproposito, problema della desertificazione del centro cittadino.
Negli ultimi venti/trenta anni – l’architetto Spagnoli lo ribadisce da tempo –  si è verificato un cambiamento epocale in cui gran parte delle attività (commercio, uffici, intrattenimento) si è spostata all’esterno;  le attività che hanno disegnato un percorso centrifugo sono divenute grandi centri commerciali, attività super specializzate che stanno per conto loro. Le zone residenziali non hanno più le diverse serie di servizi di vicinato. La città si è divisa in comparti e la politica urbanistica – qualora ci sia mai stata – non è riuscita a garantirne la connessione. La conclusione di Spagnoli è amara: la città si è disgregata e non esistono più spazi pubblici come li conoscevamo: pedonali e basati sulla compresenza di più attività fra loro diversificate.
Spagnoli il sasso l’ha gettato prima di conoscere l’esito del ballottaggio, a significare che si tratta, indipendentemente dal colore della giunta, di questione non più rinviabile. A ballottaggio avvenuto, ora non possiamo che sollecitare Paolo Dosi a occuparsene. Con sollecitudine e senza preoccuparsi di contraddire più di un orientamento della passata amministrazione di cui lui stesso, oggi sindaco buono e (quasi) subito, non era pedina secondaria. 

L’intervento dell’architetto Lorenzo Spagnoli sulla rivista Edilizia Piacentina

Nella foto un’immagine del piano regolatore di Guardamiglio curato dal team dell’architetto  Spagnoli

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