Laboratorio Pontieri: progetto bocciato, salta il contributo regionale

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Uno scorcio dell’area del Laboratorio Pontieri

In ballo c’era il milione e mezzo di euro di contributo regionale che avrebbe permesso di dimezzare i costi dell’intervento di riqualificazione dell’area del Laboratorio Pontieri. Ma il progetto presentato a Bologna dall’amministrazione comunale di Piacenza non rientra nei 37 che hanno ottenuto il finanziamento del bando per la rigenerazione urbana, per uno stanziamento complessivo di 36,5 milioni di euro. Scuole, biblioteche, edifici pubblici, parchi, piazze, edifici storici e spazi pubblici. E ancora, recupero di alloggi di proprietà pubblica e social housing: le amministrazioni hanno presentato strategie di riqualificazione ambientale e degli spazi urbani, e di riuso del patrimonio edilizio esistente per città più belle, verdi e vivibili, e per comunità attive e coinvolte. Tutti i capoluoghi dell’Emilia romagna sono stati ammessi a contributo, tutti eccetto Piacenza. Il piano di riqualificazione della strategica area dell’ex Laboratorio Pontieri (44mila metri quadrati dell’ex caserma tra piazza Cittadella, via Maculani e il campo Daturi, acquisita nel 2016 dall’Agenzia del Demanio) prevedeva un parcheggio da 150 posti, centri di ricerca e formazione, un polo scolastico privato, spazi di coworking, vetrine per l’enogastronomia locale, una grande piazza triangolare per mercati, fiere ed eventi. Ma la richiesta realizzata dagli Uffici del Comune si è classificata 74esima tra le 112 pervenute da tutta la regione ed è stata superata da comuni ben più piccoli tra i quali, per restare nella nostra provincia, Castelvetro, Pontenure, Calendasco, Gragnano, Cadeo, Fiorenzuola e Alseno.
“Progettare é una cosa seria – scrive il consigliere Pd Stefano Cugini sulla sua pagina facebook – e i primi a saperlo dovrebbero proprio essere gli amministratori, dato che alla guida degli enti pubblici emettono bandi e appalti ogni giorno e sanno bene quanto minuzioso sia poi il lavoro delle commissioni giudicanti. Invece qui, a Piacenza, ogni volta si parte con l’annuncio in pompa magna, cui poi inesorabile segue doccia fredda. Non è la prima volta. Avanti così, temo neppure l’ultima. E la città resta ferma al palo”.
Il bando regionale escludeva opere spot svincolate dal contesto socio-ambientale. “Sono stati quindi premiati – si legge in una nota della Regione – i Comuni che hanno presentato una progettazione a 360 gradi, grazie a una strategia complessiva di rigenerazione urbana capace di mettere insieme soluzioni edilizie innovative, spazi verdi e per la collettività, cessazione di situazioni di degrado o sfregio ambientale, coinvolgimento attivo delle realtà locali. Enti impegnati a privilegiare gli interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, abbandonando la vecchia logica dell’espansione urbana senza limiti a discapito delle esigenze di salvaguardia del territorio e del verde extraurbano”.

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