L’abbraccio degli studenti al Gioia
per chiedere quattro palestre, vere

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gioia abbraccio 1di Elena Caminati – Non basterà la palestra da 15 metri per 15 che sorgerà sulle ceneri del palazzo ex Enel, nuova certo, ma insufficiente nelle dimensioni, a placare la fame di spazi che chiedono a gran voce gli studenti del liceo Gioia insieme agli insegnanti di educazione fisica. Proprio gli studenti hanno abbracciato l’edificio per chiedere nuovi spazi dedicati all’attività fisica; non una ma quattro palestre per allinearsi al numero sempre crescente di ragazzi che si iscrivono ogni anno al liceo classico. “Questo istituto – ha spiegato Antonella Ciocchi docente di educazione fisica – conta 1800 studenti, 74 classi che hanno bisogno di spazi per praticare l’attività fisica. Non chiediamo una, ma quattro palestre idonee nelle dimensioni alle esigenze di una popolazione scolastica così numerosa”.
Un problema, quello dell’assenza di palestra sedimentato negli anni, prima c’era la palestrina interna all’istituto dove oggi sorge il caffè letterario, ricordo indimenticato degli studenti di qualche anno fa. Oggi le strutture a cui l’istituto si appoggia sono il Mazzini, la palestra dell’isii marconi, la palestrina del vicino istituto Romagnosi, il Palacheope, la tensostruttura della società Vittorino da Feltre per cui la Provincia paga un affitto annuale di oltre 30 mila euro così come per la palestra di via X Giugno da 7 metri per 13. Affitti che, già a partire dell’anno prossimo sarà un problema assicurare, vista la condizione in cui si trovano le amministrazioni provinciali, compresa quella piacentina. “Le soluzioni che il Comune ci ha invitato a seguire – spiega Mattia Fogliazza in rappresentanza delle otto classi che hanno abbracciato l’edificio – non sono più percorribili anche perchè il tempo che impieghiamo per gli spostamenti ci tolgono minuti che andrebbero dedicati alla lezioni”. Una soluzione? Certamente non la palestra da 15X15 che sorgerà a pochi centinaia di metri dalla scuola sulle ceneri dell’ex palazzo Enel. Gli insegnanti una proposta l’hanno massa sul tavolo, ovvero pensare a come utilizzare gli spazi che torneranno alla città dopo l’acquisizione delle aree militari. Di là dalla strada c’è il Laboratorio del Genio Pontieri; perchè non pensare, oltre al Museo dell’Agricoltura, anche a far sgranchire le gambe agli studenti delle scuole vicine?

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