di Elisa Calamari – Viene chiamato in modo improprio “ascensore per i pesci”, mentre usando termini più tecnici si tratta di un impianto di risalita per la fauna ittica e, entrando nello specifico, permetterà alle specie di superare lo sbarramento artificiale di Isola Serafini. In pratica riconnetterà i tratti del fiume Po a monte e a valle della diga, ricongiungendo l’Adriatico ai laghi Maggiore e di Lugano, lungo il Ticino e il Tresa. Questo grande progetto, inserito nel piano europeo Life, è stato presentato nei giorni scorsi presso la centrale idroelettrica di Monticelli e verrà realizzato entro settembre 2016. I lavori sono appena cominciati e coinvolgono un’associazione temporanea di imprese composta dal Consorzio cooperative costruzioni CCC società cooperativa e Bassanetti & C Srl. L’importo netto dell’opera è tremilioni e 645mila euro, a cui si aggiungono circa 89mila euro per oneri di sicurezza. <<Con l’impianto di risalita e con la nuova conca di navigazione, che verranno ultimati praticamente nello stesso periodo, verrà ridata continuità al fiume – ha commentato il sindaco di Monticelli Michele Sfriso – e verrà dunque posta soluzione ad un problema che ci trasciniamo da anni>>. La speranza è che ci siano ricadute positive non solo per la navigazione e l’ecosistema, ma anche per il paese stesso: <<Faremo di tutto affinchè sia così – ha detto Davide Ilardo della Regione Lombardia, che è ente capofila del progetto Life –. Ad esempio dal punto di vista culturale-didattico va ricordato che ci sarà una sala di osservazione in cui, attraverso due ampie vetrate, sarà possibile vedere direttamente il transito dei pesci, che verrà anche registrato in automatico attraverso telecamere, per avere una prima raccolta dati sulla funzionalità del passaggio>>. Roberto Bendotti della società Graia, che ha curato da vicino il progetto, ne ha spiegato alcuni aspetti puramente tecnici: << Con cinque fasi di lavoro verrà realizzata una struttura canalizzata a bacini successivi che permetterà il passaggio della fauna ittica in entrambi i sensi, assicurando la riconnessione del fiume Po con qualsiasi portata idrica. La struttura prevede, a monte, un unico canale di ingresso-uscita nell’area della centrale che poi si biforca in due direzioni, in modo da consentire il transito dei pesci sia verso il ramo naturale del Po, sia verso quello artificiale, a valle dello sbarramento e viceversa. Il primo tratto del passaggio per pesci, quello comune, è lungo 65 metri; il tratto che si collega al ramo naturale del Po è di 220 metri, mentre quello che conduce al canale artificiale è di 360 metri. L’impianto è costituito da bacini successivi e con pendenze, livelli di turbolenza, velocità di corrente adatte a consentire ai pesci di percorrere agevolmente il passaggio e superare i dislivelli. Le vasche non sono mai inferiori ai 4,75 metri di lunghezza per 2,80 metri di larghezza>>. Luigi Rabuffi, in rappresentanza della Provincia di Piacenza, ha voluto chiarimenti riguardo le specie alloctone come i siluri e Bendotti ha chiarito che, tra la fine del canale d’ingresso comune e la biforcazione, sarà realizzata una grande doppia vasca attrezzata per la cattura dei pesci: <<Sarà composta da quattro grosse gabbie in rete, con maglia variabile a seconda delle necessità, che permetteranno la presa delle specie in transito nei due diversi rami, consentendo una specifica selezione>>. Ciò servirà sia per lo studio dei vari esemplari, sia per prelevare le specie invasive come appunto il siluro. Inoltre alcuni pesci, in primis lo storione che è la specie target del progetto, verranno marcati in modo da raccogliere importanti dati sui loro spostamenti. All’inaugurazione del cantiere, che si trova nei pressi della centrale idroelettrica, era presente anche Ivano Galvani di Aipo che ha ricordato i cofinanziatori: oltre all’Unione europea ci sono appunto la Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna, Aipo, Autorità di bacino del fiume Po, Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, Province di Piacenza e Rovigo, Società Graia. I soggetti sostenitori sono invece il Canton Ticino, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, le Regioni Piemonte e Veneto, la DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile e la Fipsas. Anche Enel Green Power, alla conferenza stampa rappresentata da Giovanni Rocchi, contribuirà con una somma di 500mila euro.







