
I pilastri della Piacenza dei prossimi cinque anni racchiusi in un corposo documento dal titolo “La città che vogliamo”
In occasione del consiglio comunale del 14 novembre la sindaca Katia Tarasconi ha presentato le linee programmatiche di mandato per il periodo 2022-2027. Strutturate in 11 indirizzi strategici – si legge nel fascicolo -, illustrano gli obiettivi prioritari e le azioni principali che l’Amministrazione comunale intende portare avanti nel prossimo quinquennio, come presupposto fondamentale dell’azione amministrativa e la base della successiva programmazione dell’Ente, nonché del monitoraggio e della rendicontazione dei risultati. “La nostra ambizione è quella di rimettere in moto Piacenza – ha detto il primo cittadino -, convinti che essa abbia le energie, le competenze, la forza e la tradizione per un grande progetto di trasformazione e riqualificazione, mantenendo al centro la nostra comunità di persone e preservando risorse per le generazioni future”. Innovazione, digitalizzazione, ambiente, mobilità sostenibile. E poi sviluppo del commercio, cultura, educazione. Quindi welfare, sicurezza, lavoro. Sono questi i cardini dell’agenda Tarasconi, ricalcati a livello ideale su quelli dell’agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, ma, ovviamente, da calare poi nel contesto di una città con peculiarità specifiche come Piacenza. Diverse le proposte: dalla realizzazione di una cintura verde attorno all’area urbana (le “fabbriche dell’aria”), passando per la pedonalizzazione di alcune vie del centro storico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il ripristino del “Centro interculturale” per favorire l’inclusione delle comunità straniere, il contrasto all’emergenza abitativa attraverso progetti sperimentali di cohousing, fino a un piano di sostegno agli anziani fragili, il contrasto alla disoccupazione giovanile e al fenomeno Neet e all’avviamento, sul tema sicurezza, del servizio del “vigile del quartiere” nell’ottica di un potenziamento del presidio territoriale della Polizia Locale.
Le critiche dell’opposizione “Non ci sono scelte concrete” – Per l’ampiezza delle tematiche trattate, il documento rappresenta però più che altro una “bussola” per l’azione amministrativa della nuova Giunta che, giocoforza, non scende troppo nei dettagli. Da qui le principali critiche dall’opposizione per il contenuto delle linee programmatiche (sulla cui approvazione si è astenuta) ritenuto eccessivamente “generico”. A guidarle la voce di Massimo Trespidi (Civica Barbieri-Liberi). “Non ci sono scelte politiche concrete – ha rilevato in consiglio comunale – è un documento accattivante e tiepido, alle parole non fanno seguito i fatti”. La polemica di Trespidi si è focalizzata su alcune questioni spinose, soprattutto legate al capitolo della Pianificazione urbanistica. “Perché non scrivete nelle linee di mandato che cosa farete in piazza Cittadella?” ha domandato, riferendosi alle “promesse elettorali” sull’abbattimento dell’ex autostazione delle corriere e la realizzazione del parcheggio interrato. E poi il nuovo ospedale. “Scrivete solo di “proseguire l’iter finalizzato al nuovo ospedale in un’area consona”, perché non dire che è l’area 5, Podere Cascine alla Madonnina? Volete tenervi le mani libere per farlo alla Pertite?”. La risposta di Tarasconi sul destino della struttura situata davanti a Palazzo Farnese è stata lapidaria. “Abbatteremo quel manufatto, lo confermo”. Sugli altri temi ci sono meno certezze. “Le passate amministrazioni sono rimaste ferme, non vorrei finire con guai giudiziari, ci vuole tempo per capire le carte, in ogni caso confermo che qualora si potesse fare noi vogliamo farlo” ha detto riferendosi al parcheggio interrato. “Se chiedete a me che cosa penso vi ripeto come ho detto molte volte che l’area 5 è meglio della 6” ha invece aggiunto relativamente al nuovo nosocomio.
Maggioranza compatta “Ci sono obiettivi ambiziosi” – Il documento è stato accolto invece all’unanimità dalle forze della maggioranza, che hanno respinto al mittente le critiche sulla mancanza di concretezza delle linee programmatiche. “Ritroviamo i nostri stessi valori e visione di città. il gruppo del Pd è forte, Tarasconi può fare affidamento su di noi. Ci batteremo per questo, Piacenza non farà passi indietro” – le parole di sostegno di Stefano Cugini (Alternativa per Piacenza), il quale non ha mancato di sottolineare, però, alcuni “punti di distanza. Ad esempio l’estensione della rete del teleriscaldamento, specialmente quando per alimentarla sarà utilizzato, oltre a quello della centrale elettrica, anche il calore sviluppato dall’inceneritore, che significa diossina e inquinamento dell’aria”. “C’è un ruolo chiaro sui giovani – ha aggiunto Costanza De Poli (Pd) – che non sono una bandierina, ma vanno sempre coinvolti”. Il dem Sergio Ferri si è concentrato sull’importanza di “tenere il tema della logistica al centro dell’azione”, mentre il capogruppo PD Andrea Fossatiha voluto rispedire “al mittente le critiche sull’astrattezza. Ci sono obiettivi ambiziosi. Sull’ospedale la scelta è chiara: costruirlo dentro la tangenziale. L’hotel San Marco per valorizzare Verdi è un impegno per non definirci “verdiani” solo sulla carta (La struttura, in cui ha soggiornato il compositore, è di proprietà dell’Ausl, ma nelle intenzioni della nuova Giunta potrebbe diventare un nuovo polo di attrazione turistica, ndr)”. Al termine della seduta, il primo cittadino ha usato parole conciliative. “Proviamo a lavorare insieme sulle cose che uniscono – ha affermato Tarasconi -. Qualcuno chiede i “fatti”: qualcosa abbiamo svolto, certo non abbiamo potuto costruire in questo poco tempo una palestra per le scuole. Qualcuno dice che è “il libro dei sogni”, qualcun altro che “sono troppo astratte”, io posso dire che da parte nostra ci sarà confronto e umiltà”.




