Il bilancio di Confindustria, in relazione alle attività di impresa nell’anno 2018, è positivo. Ciò significa che l’economia nella nostra provincia ha ripreso a marciare. E’ tuttavia un ottimismo cauto quello del presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota, in quanto i dati presentati in occasione del tradizionale Consiglio generale di fine anno non sono ancora quelli ufficiali, poggianti sulle solide basi dello studio congiunturale, ma sono tuttavia il frutto dei colloqui del presidente con i portavoce delle diverse categorie imprenditoriali che fanno capo all’associazione di via IV Novembre. Ma in che cosa consistono i segnali positivi? Innanzitutto il livello occupazionale resta stabile rispetto al primo semestre dell’anno che si avvia al termine (quasi 1 per cento). Positivo, quando non molto positivo, il dato relativo al settore metalmeccanico, la cui crescita tendenziale si attesta intorno al 10 per cento e con un export davvero soddisfacente che tocca il 30 per cento per chi produce macchine utensili. Bene anche il settore alimentare (+ 8 per cento), così come le grafiche e la logistica. Non soddisfacente, come ormai da alcuni anni, il settore costruzioni e materiali edili i quali, nel secondo semestre del 2018, hanno ulteriormente rallentato. Gli industriali, a questo proposito, danno la colpa agli scarsi investimenti in infrastrutture, di cui il territorio avrebbe viceversa assoluto bisogno. Per gli imprenditori piacentini, per esempio, la costruzione ex novo e la sistemazione dei ponti è “una assoluta necessità”. Per il presidente Rota i progetti in potenza sono tanti, ma hanno adesso bisogno “d’essere stanziati e deliberati”.
La riflessione del presidente degli industriali piacentini, inoltre, si è soffermata sulla situazione locale in un contesto nazionale ed internazionale: “Abbiamo avuto conferma – ha dichiarato Rota – della tenuta del nostro sistema produttivo, che nonostante qualche situazione di crisi, sa tenere il passo in un mercato internazionale nel quale le turbolenze ed i segnali di criticità sono sempre più forti. I buoni dati della maggior parte delle nostre aziende, non possono però non tenere conto della situazione complessiva dove, in Europa, e nel mondo, le acque sono particolarmente agitate”.
Infine, due annotazioni, diciamo così, tra sacro e profano. Al Consiglio di Confindustria è intervenuto il vescovo Ambrosio che, dimissionario per ragioni d’età, ha colto l’occasione per salutare il mondo imprenditoriale piacentino e offrire alla platea una riflessione sul Natale; profano, invece, il commento sulla manovra economica del governo, per gli industriali sbilanciata, troppo sbilanciata, sulla sussistenza e carente, viceversa, nelle auspicate misure di sostegno allo sviluppo.




