Il derby di Fiorenzuola e , piu’ in generale, le ultime tre uscite, ci riconsegnano un Piacenza calcio meno ermetico e piu’ macchina imperfetta rispetto alla splendida cavalcata trionfale che lo ha riproiettato ai vertici della classifica di serie D. Non e’ ancora un campanello d’allarme ma ci sono alcuni aspetti critici del gioco e soprattutto della mentalita’ su cui De Paola dovra’ lavorare al fine di presentarsi al meglio agli spareggi pla-off. La post season non permettera’ ne’ distrazioni ne’ prove di appello; 7 gare secche da vincere contro avversari forti e motivati, perche’ ormai l’obiettivo dei biancorossi e’ dichiarato senza mezzi termini: tentare fin da quest’anno la scalata alla Lega Pro nel pieno rispetto degli obiettivi triennali dichiarati dalla famiglia Gatti all’atto del loro insediamento nella Presidenza, risultato che sembrava ormai accantonato dal negativo girone di andata ma che, con la cura del tecnico calabrese, e’ tornato sorprendentemente plausibile. L’esperienza dello scorso anno insegna: dopo un finale di stagione in rimonta la squadra di Viali naufrago’ all’esordio dei play-off sommerso da una quaterna del non irresisitibile Seregno; cio’ fa capire come gli spareggi-promozione siano letteralemente un campionato a parte in cui il Piacenza dovra’ assolutamente correggere i difetti emersi contro Scandicci, Fiorenzuola e Imolese. Nelle due ultime trasferte i biancorossi hanno dilapidato un doppio vantaggio numerico denotando problemi di personalita’ nel gestire il match e possibilmente chiuderlo definitivamente, in Toscana hanno sofferto l’aggressivita’ dello Scandicci pagando un aprroccio troppo morbido nella ripresa, in Valdarda invece dopo una partita giocata in totale controllo sono stati gli episodi a condannare al pareggio anche se va ricordato tuttavia come la grandi squadre che vogliono vincere i campionati debbono essere piu’ forti ed astuti della avversita’ che si materializzano in arbitraggi sfavorevoli o rigori e fuorigioco dubbi. In prospettiva futuro il Piacenza dovra’ ritrovare una solidita’ difensiva che sembra lievemente smarrita e una capacita’ della mediana di tenere sempre alto il livello del pressing e dell’intensita’ di gioco per evitare di scoprirsi alle folate offensive improvvise come accaduto nelle ultime due stagioni. Vi e’ poi un problema offensivo oggettivo: il Piacenza non ha per ora un centravanti in grado da solo di essere risolutivo in zona gol: ne’ Tiboni ne’ Girometta (che pure a Fiorenzuola ha ben impressionato) sono stoccatori d’area, in particolare l’ex Padova oltre a palesare un grave ritardo di condizione fisica appare svogliato e mal integrato con gli schemi di attacco; il ritorno di Bertazzoli dall’infortunio dovrebbe garantire maggiore velocita’ e un’integrazione maggiore con il lavoro sulle ali di Lisi e Volpe, oltreche’ fornire un contributo sotto porta in linea con una squadra che ha necessita’ di un centravanti vero. Se il Piacenza vuole arrivare finalmente in alto non puo’ prescindere da una difesa ferrea e da un attacco prolifico.





