Il messaggio corale della squadra di Katia, accompagnare Piacenza oltre gli steccati

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Evocativo il luogo, la sala dei Teatini (“restituito alla città nella prima giunta di cui ho fatto parte”); la novità degli assessori (tutti o quasi alla prima esperienza amministrativa); inedite nuove competenze, compiti e deleghe per i nove della squadra Tarasconi (“Correremo tutti per il Comune di Piacenza” parola di sindaca che ha preso la scena come fosse un vero e proprio coach che si appresta a una partita fondamentale).

Ha elencato ambiti inusuali per una giunta comunale. Per una giunta comunale a Piacenza.

Rimandano ad altrettanti profondi e significativi programmi da tradurre in atti concreti. Infatti ci sono, per citarne alcuni, i rapporti con le confessioni religiose (tema inclusione e nuova cittadinanza), ma anche i progetti europei e la realizzazione del PNRR (capacità di delineare una visione e programmare il domani), e ancora smart city (riporta in primo piano il tema delle tecnologie ma anche il funzionamento della città e i riflessi sui servizi per i cittadini), o il benessere delle persone e gli stili di vita (investe il tema della cura della persona, ma anche della salute) e poi attenzione alla trasformazione ecologica e all’agenda 2030… (punta alle grandi emergenze ambientali di cui Piacenza soffre da tanto tempo)…

Dalle deleghe dunque si definisce  un canovaccio di impegni. Da rispettare. E già al primo sguardo si capisce che non sarà facile.

Nuova anche la forma utilizzata per il varo pubblico del governo cittadino che si è materializzata con una chiamata a raccolta dei tanti – ha detto la stessa sindaca – che durante la campagna elettorale hanno punteggiato, sostenuto, spinto e creduto nel suo progetto. Anche questo inusuale perché la comunicazione è avvenuta all’esterno del consiglio comunale (come previsto) che è convocato solo lunedì 18 luglio.

E’ come se Katia Tarasconi avesse voluto imprimere un marcato significato corale per l’avvio della sua amministrazione cercando in questo modo di mantenere vivo il rapporto con i cittadini. E va sottolineato il concetto di sua. Perché è stata questa l’evidenza colta dall’evento sotto i riflettori della bellissima sala dei Teatini. Mettendo l’accento più che sulle parole dette (poche, essenziali, precise tese a galvanizzare gli animi) sui gesti e sulla forma della presentazione stessa e sulle persone presentate. In fondo era questa la vera novità da svelare anche se le indiscrezioni ne avevano già tracciato i contorni. Una presentazione in cui ha voluto ribadire che per la giunta ha seguito alcuni criteri “Non solo la competenza, ma anche la voglia e la fame di fare bene per questa città e di mettersi a disposizione per un progetto”. Del resto anche il segretario del Pd Carlo Berra all’indomani della vittoria l’aveva invitata ad essere autonoma dai desiderata dei partiti. In sostanza un’esortazione a fidarsi del suo istinto. Consiglio interpretato come un via libera a costruire la sua giunta sparigliando le carte rispettando però, nella forma, la liturgia che prescrive la consultazione di tutte le forze che sostengono la maggioranza.

Se la scenografia scelta per l’annuncio ha avuto la sua parte le poche, misurate parole e dichiarazioni hanno voluto puntare a pochi concetti chiari alla base dei quali vi è quello di un’assunzione di responsabilità dichiarata da parte della sindaca per il compito che le spetta. Assunzione di responsabilità chiesta anche agli stessi neo assessori. E’ stato il messaggio con cui ha inteso mettere in chiaro un’autonomia dai partiti e dai movimenti che la sostengono (Pd e Leu sono gli unici partiti di riferimento della sua maggioranza).

E’ anche però, nello stesso tempo, un esplicito invito a chi entra a far parte del governo della città non solo ad assumere una responsabilità diretta per il ruolo che andrà a ricoprire ma a sentirsi parte di un unico corpo che lavora nella stessa direzione. Emblematico a questo proposito il gesto della consegna delle magliette nominative che portano sul petto lo stemma del comune di Piacenza: insieme tra diversi per un unico obiettivo.

E’ come se Katia Tarasconi – senza dirlo esplicitamente – avesse chiamato alla corresponsabilità ciascuno di loro a cui ha chiesto di iniziare a svolgere un lavoro collettivo “Spogliandosi delle appartenenze politiche, professionali. Non esiste più il chi viene da dove, qui si parla di oggi e di futuro”.

E chi vuole intendere intenda.

Uno degli elementi richiamati è il dato anagrafico: 47 anni l’età media dei 9. Scelta con precisi significati. Innanzitutto quello di guardare alla prospettiva, al futuro. Il dato anagrafico che caratterizza la giunta parla di questo. Come ha lei stessa spiegato il dato anagrafico entra tra le direttrici che l’hanno guidata nella scelta insieme al tema di genere e delle competenze. Un elemento che si pone come contraltare di una società tra le più anziane della regione. Puntare su persone relativamente giovani per il governo della città è sicuramente un messaggio – per ora scritto sulla carta – che può tendere la mano e lo sguardo a una visione diversa che costruisca una fisionomia nuova per questa città, che la faccia uscire dalle secche e procedere oltre gli steccati.

A conti fatti così la giunta Tarasconi si presenta con un’ambizione dichiarata tra le righe che va oltre la dichiarazione richiamata da uno dei nuovi assessori e ripresa dalla stessa sindaca in chiusura. L’ambizione è quella di “lasciare Piacenza, tra cinque anni, migliore di come l’abbiamo trovata”.

Se già questo è un programma di prospettiva molto impegnativo vi si aggiunge un carico da 90, un suffisso di ambizione emerso nel corso della giornata del debutto dei 9 assessori nelle parole della stessa sindaca e dei suoi assessori: accompagnare Piacenza verso una strada di nuova modernità, accarezzare il nuovo a tutto tondo per una città tanto spesso riottosa ad accettare le novità tanto da non lesinare anche tanta ostinata ostilità.

Ed è sicuramente questa la sfida più alta e difficile che attende la nuova giunta Tarasconi.

Per ora si avverte la freschezza della novità nei volti e nelle intenzioni. Se lo sarà anche giorno dopo giorno nella sostanza lo si vedrà negli atti concreti nelle scelte strategiche di quel cambiamento promesso. L’aria che si respira all’interno delle stanze istituzionali spesso polverizza tante buone intenzioni della partenza. Per se stessa, in questo capitolo appena tracciato, la sindaca ha ritagliato un ruolo di forte primo piano. Non solo per le competenze che si è ascritta. Infatti sicurezza, sanità e sviluppo economico rimandano a partite aperte come il nuovo ospedale o all’abnorme sviluppo logistico ma anche per il ruolo politico che lei stessa dovrà avere.

Consapevole che l’autonomia imboccata dai partiti ma anche dalle componenti civiche di cui si compone la sua squadra sarà un valore da difendere a ogni passo.

Quel progetto che Tarasconi ha scelto di proporre per il governo della città scegliendo quei nomi, quelle figure, quei relativamente giovani potrà reggere con una regia ben chiara e determinata.

Ed è per lei la sfida più difficile perché irta d’insidie e possibili sgambetti. Nell’arena del consiglio comunale (ma in generale nelle aule istituzionali di tutti i livelli) tante volte le maggioranze sono fluide si scompongono e si ricompongono in modo diverso sulle singole tematiche e provvedimenti. Utile a questo proposito ricordare che la struttura della maggioranza si basa su una presenza massiccia di esponenti civici tra qui Civica per Piacenza (lista espressione di Tarasconi) con otto consiglieri e Piacenza Oltre con 2 che esprimono in consiglio comunale una fetta consistente dell’intera maggioranza e pareggiano la rappresentanza di Pd e Leu rispettivamente con 8 e 2 consiglieri.

Antonella Lenti

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