Il direttore di Pneumologia: “Un errore non fare subito più tamponi”

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In queste due settimane ci giochiamo tutto, state a casa” sono le parole di Cosimo Franco, direttore di Pneumologia di Piacenza, sul quotidiano “Libertà”.

E forse, se si rispettano le regole, in questi dieci giorni sarà possibile finalmente vedere “la luce in fondo al tunnel” e recuperare gli errori fatti nei primi giorni dell’emergenza. Errori che secondo il direttore di Pneumologia riguardano prima di tutto il fatto di non avere isolato subito i portatori sani facendo tutti i tamponi necessari e in seconda battuta l’assenza di misure restrittive fin dai primi giorni dell’epidemia. Ora, se è vero che la Regione tornerà a fare i tamponi, è anche vero che il contagio si è ormai diffuso a macchia d’olio ed è ancora difficile individuare i portatori sani o con sintomi lievi.
Il problema, infatti, che è stato sollevato qualche giorno fa dall’OMS, è che ora si corre il rischio che il virus passi tra familiari costretti in casa e a contatto con un ignaro portatore sano di Covid-19 e dunque asintomatico. Uno dei motivi per cui continuano a esserci dei contagi, insieme al fatto che in troppi ancora non prendono seriamente le misure restrittive.

Cosimo Franco sottolinea anche che si tratta di un virus assassino e altamente imprevedibile per cui non è sufficiente trattare tutte le insufficienze respiratorie come normali polmoniti. Si tratta di una lotta che si combatte giorno per giorno affrontando le difficoltà man mano che si presentano, l’alta imprevedibilità del virus non permette altro. I medici italiani però stanno facendo da guida per molti medici stranieri che sono ancora alle prime armi con il virus e si affidano all’esperienza dei nostri professionisti. Purtroppo è stato riscontrato anche che il virus cambia ogni 3-4 settimane e quindi anche chi è già stato contagiato, ed è guarito, potrebbe infettarsi nuovamente perché incontra una mutazione.
Da ultimo, il direttore di Pneumatologia fa notare che mancano specialisti per occuparsi dei pazienti contagiati. E per quanto sia giusto usare tutte le risorse in un momento di necessità come questo, sarebbe meglio, se aumentano i posti letto, aumentare anche i rianimatori per dare risposte migliori ai pazienti.

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