I tre binari della giunta Tarasconi: Grandi progetti, cura della città e svolta ambientale

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Dire e fare subito qualcosa di “verde”. Programmare i grandi progetti. Non dimenticare di tenere viva l’attenzione sulla cura quotidiana. Detti così possono sembrare “memo” e propositi generali, indirizzi generici. Se si parla di un’amministrazione ai primi passi i contenuti e le sfide che comportano i tre elementi elencati sono pesanti.

La giunta Tarasconi ricomincia dal ritiro per entrare nel vivo del lavoro amministrativo che dirige da sindaca. Settembre (la prossima fine settimana) inizia in alta Valnure e riprende così un’iniziativa che già fu di Reggi e poi di Dosi. Un ritiro per fare il punto sulle “agende” più urgenti. Di cosa si tratta?

Probabilmente il confronto all’albergo Lago Nero, tra Selva e il passo dello Zovallo, si svilupperà su quei tre binari ricordati all’inizio.

Sul tavolo della sindaca e della giunta in sostanza nei prossimi mesi dovranno i faldoni da sbloccare riguardanti le prospettive progettuali più impegnative di carattere urbanistico. Per citarne solo alcune nuovo ospedale, rigenerazione urbana che investe le piazze Cittadella e Casali con il parcheggio sotterraneo, il mercato ecc… Ci saranno poi questioni più legate all’amministrazione quotidiana alla manutenzione dell’esistente. Entrambe questioni dovranno mantenere pari dignità.

Insomma, progettare e lavorare per il futuro sicuramente ma non dimenticarsi dei marciapiedi, dei parchi, delle buche, dell’arredo urbano, del selciato che ogni giorno i cittadini calpestano e degli spazi in cui quotidianamente si lavora e si vive e naturalmente della sicurezza.

Il segreto dell’amministrare è questo: riuscire a tenere in equilibrio questi due elementi e non sempre è facile.

Per la giunta Tarasconi questa è più che mai una scommessa alta. Scommessa che si deve misurare anche con l’esperienza  in divenire che tanti assessori dovranno costruirsi sul campo, misurandosi con le normali difficoltà che governare una città di medie dimensioni comporta a cui si aggiungono le tante note peculiarità piacentine rimaste sul terreno da anni.

“Lasciare la città più bella di come l’abbiamo trovata”.

E’ questo il messaggio e l’impegno che sindaca e assessori hanno voluto dare subito alla presentazione del gruppo di amministratori nella sala dei Teatini nel luglio scorso. Tarasconi stessa aveva messo al centro della sua campagna elettorale il tema della cura della città, un corpo delicato che ha bisogno di attenzione e di “essere seguita” quotidianamente. In particolare poi era stato questo l’argomento con cui Tarasconi in campagna elettorale aveva voluto rimarcare una critica forte alla precedente amministrazione. Quindi indiscutibile che su questo terreno un segno tangibile debba essere manifestato. Senza por tempo in mezzo.

Sul tavolo del ritiro valnurese dunque da un lato ci saranno le priorità di lungo respiro e dall’altra la necessità di concretizzare considerazioni e impegni concreti e puntiformi che spazi dal centro alla periferia. Un impegno non facile e che pone una tabella di marcia precisa, costante e continua.

Naturalmente su tutto sovrasta un imperativo urgente e cogente che investe tutti i componenti della giunta: dire e fare qualcosa di “verde”, lanciare un messaggio ambientalista di sostanza visto che Piacenza sfonda ormai tutti i parametri negativi sulla qualità ambientale.

E’ il terzo binario che sovrasta tutto e con cui anche gli altri due dovranno essere collegati. Il tema dei trasporti entra a pieno titolo in questo capitolo scosceso e irto di ostacoli. La mobilità è uno dei cardini della vivibilità urbana ma è anche un argomento che negli anni tante amministrazioni hanno tenuto in disparte perché – tra tutte le tematiche in discussione – è quella che più di ogni altra urta le abitudini consolidate e non c’è come il rombo dei motori che fa alzare le barricate. Risultato: da decenni il problema non si affronta. Ma il tempo è scaduto.

Nei cassetti comunali c’è da ridare aria al Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile) approvato a dicembre 2020 dal consiglio comunale e inapplicato. Ridisegna diversi elementi del sistema trasporti da quello ciclabile a quello dei bus a quello delle zone a traffico limitato. Elementi di divisione da sempre a Piacenza. Ma tant’è. L’aria è fetida e da qualcosa bisogna cominciare. Saranno questi i termini su cui dovrà lavorare la nuova giunta se vorrà differenziarsi e iniziare ad affrontare le urgenze dell’oggi. Il PUMS sta per compiere due anni di vita e nessuna politica ambientale si può realizzare senza affrontare il nodo dei trasporti pubblici e privati passando per il ridisegno dei percorsi e della viabilità urbana oltre all’istituzione dei parcheggi scambiatori di cui si è parlato all’infinito e che sono ancora di là da venire.

Sempre sullo stesso filone ambiente non è meno importate il tema del consumo di suolo e dello sviluppo che mette al centro l’espansione logistica di questi anni.

Sul consumo di suolo parla chiaro il rapporto Ispra di recente pubblicazione. Terzi in Regione e quarti in Italia. Per la verità i rapporti nazionali che esaminano questo tipo di andamenti di campanelli d’allarme ne hanno suonati parecchi e da tempo.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e le scelte difficilmente hanno cambiato direzione ineluttabilmente come sempre. E le società attuali la sordità l’hanno sviluppata da tempo. Anche questo tema però sarà un argomento in prima linea per la giunta Tarasconi.

Un punto su cui si misura la determinazione a svoltare. Se è vero che la legge regionale fissa il consumo di suolo zero, se è vero che le deroghe per le aree urbanizzabili sono scadute nel dicembre scorso, resta sul terreno quel 3 per cento di urbanizzabilità che ciascuna amministrazione ha a disposizione e quindi sarà interessante capire in che direzione ci si indirizzerà.

Un banco di prova per segnare la svolta sarà l’avvio del nuovo piano urbanistico generale (PUG) di cui è stato avviato il quadro conoscitivo. Un provvedimento su cui saranno accesi tanti riflettori non ultimo quello dell’opposizione a sinistra della giunta rappresentata da Alternativa per Piacenza che chiede la costruzione di percorso partecipato dal basso… Le partite sono aperte e verranno giocate nei prossimi anni.

Tra gli impegni “pesanti” che si è assunta la giunta Tarasconi c’è quello che riguarda la realizzazione del nuovo ospedale.

A pochi giorni dall’insediamento la conferma di un annuncio dato in campagna elettorale. Per l’area dell’ospedale si cambia non più l’area 6 esterna alla tangenziale e agricola ma la 5 già classificata. Apparentemente nulla dovrebbe ostacolare il percorso che è stato tracciato se non che restano opposizioni strutturali e di merito alla realizzazione di un nuovo ospedale a Piacenza.

Un’opposizione che raccoglie forze e posizioni politicamente trasversali che, insieme alla contestazione riferita al consumo di suolo, avanza perplessità sull’opportunità di avere o no un nuovo ospedale e spinge sul recupero e il ripristino di quello esistente. Match che se vede protagonisti di primo piano Ausl che progetta i contenuti e Regione che finanzia, mette sicuramente al centro anche il Comune di Piacenza al quale spetterà un compito fondamentale. Informare, spiegare, vigilare insieme alla Conferenza sociale e sanitaria, per far sì che l’interesse della salute dei cittadini e dell’eccellenza della cura siano un imperativo per la sanità tutta: nuovo ospedale e territorio. Non a parole, ma nei fatti.

Antonella Lenti

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