Multe salate a chi vende sigarette ai minorenni e rischio di sospensione della licenza in caso di recidiva. Sono le novità introdotte dal decreto Sanità che ha innalzato da 16 a 18 l’età minima per poter acquistare prodotti del tabacco. La normativa prevede sanzioni da 250 a mille euro a chi somministra tabacco ai minorenni. E la multa raddoppia (da 500 a 2000 euro) se l’irregolarità è commessa più di una volta con sospensione di tre mesi della licenza. I tabaccai non ci stanno: ‘Non è così che si tutela la salute del minore: servono campagne educative nelle scuole e a casa’, tuonano alcuni di loro. Ad irritare maggiormente è l’obbligo – contenuto nel decreto – di chiedere all’atto dell’acquisto l’esibizione del documento di identità. ‘Non possono chiederci di mettere in discussione chiunque: ci sono quindicenni che sembrano ventenni e ragazzi di 18-19 anni che sembrano minorenni’, afferma Katia Carini della tabaccheria di piazza Dante che si chiede: ‘C’è la stessa attenzione nei locali per il consumo di alcolici?’.Qualcuno sottolinea il paradosso del provvedimento: ‘Prima si dà la possibilità ai ragazzi di 16 e 17 anni di cominciare a fumare. Ora – afferma Daniele Michelotti della tabaccheria di via IV Novembre – quei ragazzi hanno tre mesi per smettere e tra un paio di anni possono ricominciare. La legge c’è, accettiamola ma – aggiunge – bisogna trovare una soluzione a questa fascia d’età che altrimenti ricorrerà a qualche escamotage (come chiedere aiuto ad amici più grandi) o darà un input al contrabbando che non fa bene all’erario e a loro’. ‘E’ una manovra che mira a fare cassa’ – attacca Carini. Gli fa eco Luca Scaglia dell’omonima tabaccheria del Corso: ‘Colpiscono noi quando ogni giorno sentiamo casi di abusi di denaro pubblico nei palazzi del potere’- afferma ricordando le difficoltà che la categoria già incontra: ‘Capita che siano i genitori a mandare i figli in tabaccheria ad acquistare – per loro –le sigarette: ‘noi dobbiamo dire di no ma per il cliente è una scocciatura e c’è chi non torna più’. Fino a casi clamorosi come quello di un bambino straniero mandato in tabaccheria con permesso di soggiorno e documento di identità del padre, vero destinatario del pacchetto: ‘Noi dobbiamo rifiutarci ma serve buonsenso’, afferma Raffaella Pudici della tabaccheria di via Poggi, che è d’accordo con il provvedimento (‘Anche perché abbiamo un’esclusiva di vendita da tutelare’) ma ammette il disagio di dover controllare tutti i documenti e pone l’attenzione sulla novità della sospensione della licenza. Il presidente della Federazione Tabaccai di Piacenza, Edoardo Braga rassicura la categoria: ‘Ci stiamo muovendo per ottenere maggiore chiarezza sui criteri che regolamentano la sospensione della licenza: non si può trattare allo stesso modo chi incorre in più irregolarità in un anno da chi commette una disattenzione dopo numerosi anni dalla prima segnalazione’. Sul provvedimento Braga aggiunge: ‘Sono pienamente d’accordo con la normativa ma serve una campagna antifumo ad hoc già dalle scuole elementari. La legge esiste già ed è datata 24 dicembre 1934 e riguarda i minori di 16 anni: ora si tratta di trasferirla alla fascia 16-18’. Pienamente d’accordo con il provvedimento è Cesare Quagliaroli dell’Edicola tabaccheria di via Genova: ‘E’ giusto tutelare i minori: noi facciamo la nostra parte, ora stessa attenzione per l’alcol’.
Card del market per le ‘bionde’
Aams, più controlli e sanzioni
Da una parte l’inasprimento del divieto di fumo (che passa dai 16 ai 18 anni), dall’altra il paradosso dei distributori automatici che in taluni casi funzionano con qualunque tipo di tessera: da quelle del supermercato al tesserino sanitario di minori di anni 16. Sono stati una decina in due anni i casi di distributori fuorilegge ‘pizzicati’ nel Piacentino dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che da marzo 2010 ha una sezione distaccata a Piacenza in via S.Bartolomeo 46 (prima l’intero territorio provinciale era controllato direttamente dall’Aams parmigiana). Da tale data in poi i controlli sono diventati più frequenti e con essi anche il numero delle irregolarità riscontrate. ‘Da qualche caso sporadico – spiega Nives Rossi, Responsabile rivendite dei Monopoli di Stato di Piacenza – siamo passati ad una decina di casi di irregolarità in due anni’. I controlli – una cinquantina ogni semestre – avvengono sull’intero territorio provinciale ma le irregolarità maggiori si sono riscontrate in centro città, con una media di 4-5 casi all’anno. Per verificare la corretta funzionalità dei distributori gli agenti utilizzano diverse card magnetiche: dal tesserino sanitario di un minore alla tessera di vari supermarket con o senza banda magnetica. ‘Tra i casi più clamorosi – ricorda Rossi – quello di un distributore che di giorno funzionava regolarmente mentre di notte consentiva l’acquisto di sigarette anche ai minori di anni sedici oppure il caso dell’acquisto combinato del pacchetto di sigarette insieme all’accendino, vietato dalla legge. Una volta accertata l’irregolarità, il tabaccaio incorrerà in una sanzione: sua è la responsabilità di verificare il giusto funzionamento della macchina e di effettuare periodici controlli. Ora le case produttrici hanno tre mesi di tempo per adeguare i distributori automatici al rilevamento dell’età anagrafica dell’acquirente, che dal primo gennaio 2013 non può avere meno di diciotto anni.




