Grillini in Comune, strategia d’attacco

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L’ultimo schiaffo alla vecchia politica l’hanno voluto dare con le Parlamentarie, la risposta grillina alle primarie del Pd. La scorsa settimana, da lunedì a giovedì il popolo del Movimento 5 Stelle è stato chiamato a scegliere i propri candidati in Parlamento. Niente piazze o seggi, niente file o adunate varie. Tutto rigorosamente on line, sotto la regìa occulta del guru Casaleggio e pure tra qualche polemica legata alle regole e alle cosiddette Parentopoli. Tra gli otto piacentini che erano in lizza in Emilia Romagna è stato Eduardo De Luca quello che ha ottenuto il maggior numero di preferenze. De Luca si è posizionato al posto numero 42, seguito da Giovanni Corda al 43, da Roberto Terzoni al 51, Alessandro Bianchi al 68, Silvana Lucia Gnecchi al 70, Massimiliano Davoli al 72, Riccardo Tagliaferri al 75 e infine Elena Quagliaroli al 91, quest’ultima sorella del consigliere comunale Mirta Quagliaroli. I primi tre, come ha spiegato la stessa Mirta Quagliaroli, avranno qualche ciance di essere candidati alla Camera. La più votata è stata comuqnue Giulia Sarti che ha dunque ottenuto l’investitura virtuale di capolista in Emilia Romagna.
“Una bella prova di democrazia” ha commentato ancora Quagliaroli definendo straordinario il risultato di portare oltre 90mila persone al voto in rete (con 1400 candidati). Ma la sfida alla politica tradizionale è solo iniziata perché subito dopo le Parlamentarie Grillo ha lanciato, sempre o line, l’invito agli attivisti a partecipare alla stesura del programma del Movimento. Un movimento che, a suon di provocazioni e battaglie etiche, viene dato dai sondaggi intorno al 20% in vista delle Politiche che suonano alle porte (dietro solo al Pd). Più la politica classica gli affibia addosso l’etichetta di antipolitica e più il Movimento sale nei sondaggi.
Inutile negarlo: ovunque i grillini vengono guardati con sospetto, quasi fossero degli intrusi nei meccanismi della democrazia, dei “pivellini” alle prese con un gioco che in pochi possono tenere in mano.
Così capita anche al trio che alloggia a Palazzo Mercanti – composta da Quagliaroli, Andrea Gabbiani e Barbara Tarquini – che però deve aver fatto proprio il detto “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Per questo in più di un’occasione in questi primi sei mesi di mandato hanno portato all’attenzione del Consiglio argomenti che hanno fatto discutere, talvolta anche in maniera aspra. In principio sono stati gli ingressi gratuiti al Palabanca per le partite di volley a far gridare allo scandalo. Un’opposizione a quello che viene considerato “un privilegio” della casta cui va dato un taglio. Qui la battaglia non ha avuto successo. Così come non l’ha avuta quella contro i pass per la Ztl, sempre riservata ai consiglieri. Difficile scrostare certe abitudini. Molto più acceso il dibattito sulla costituzione della commissione di controllo e garanzia, un organo che nella gestione degli atti amministrativi doveva avere il compito di tracciare una linea di demarcazione tra controllore e controllato. Anche in questo caso però l’obiezione arrivata dal palazzo è stata che le funzioni di tale organismo sono già ricomprese nelle commissioni consiliari permanenti che già esistono. Furono perfino rimbrottati dal segretario comunale Diana Rita Naverio la cui nomina fiduciaria del sindaco aveva fatto adombrare ai grillini la possibilità di un ruolo non terzo. La commissione è stata bocciata e il Movimento 5 Stelle non ha esitato a gridare all’inciucio. Altro argomento simbolo del Movimento è stato in questi mesi quello della gestione dei rifiuti e della governante di Iren, argomento sul quale sono intervenuti senza lesinare critiche anche di fronte ai massimi dirigenti della multiutility che erano intervenuti in aula per l’audizione. E sempre in tema di rifiuti da registrare la tirata d’orecchi rifilata ai colleghi consiglieri colpevoli di lasciare le cartacce sparse tra gli scranni del Consiglio. In un batter d’occhio tutti, dal Pd al Pdl, dalla Lega al Terzo Polo, si sono affrettati a riporre la carta negli appositi contenitori per il riciclo. Ci è mancato solo che glieli portassero per le orecchie.

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