
di Elena Caminati – E’ preciso nel ripercorrere la sua vicenda all’interno della banca vaticana. L’economista piacentino Ettore Gotti Tedeschi parla ad un folto pubblico nell’incontro organizzato dai giuristi cattolici. Si alza in piedi e senza esitazione parla a ruota libera della storia che lo ha profondamente segnato. Nel maggio del 2012 lo Ior sfiducia Gotti Tedeschi che rivesta la carica di presidente, per accuse che successivamente la magistrature italiana ha giudicato inesistenti. E’ lui stesso ai nostri microfoni a definire la sua vicenda personale mai esplorta a fondo, indagata e giustificata.
“La mia vicenda non è mai stata spiegata, indagata e giustificata – conferma – è una piccola onta per una serie di persone che rappresentano la chiesa. La mia vicenda è l’anticamera, come tempi e con qualche motivo in più, della rinuncia di un grande Papa che è stato Benedetto XVI. Una vicenda che si inserisce in un mosaico molto più grande ed importante”.
Fu proprio papa Benedetto XVI a riabilitarlo alla guida delle Ior, ma fu disobbedito. L’onta di cui parla Gotti Tedeschi sta proprio qui.
“Sono stato riabilitato da papa Benedetto ma fu disobbeddito, è qui che sta l’onta. Tutti hanno capito cosa è successo in Vaticano: la chiesa, la magistratura che mi proscioglie dall’indagine del 2010 e nelle carte scrive che se si fosse iniziato e strutturato quello papa Benedetto mi aveva invitato a fare, oggi il Vaticano non avrebbe certi problemi e papa Francesco non dovrebbe preoccuparsi di mettere a posto le cose”.
Tematiche estremamente delicate che si intrecciano allo scandalo scoppiato in Vaticano proprio in quegli anni, a partire da Vatileaks 1, fino al più recente Vatileaks 2. “Io credo che Vatileaks 1 servì a coprire il cambio della legge antiriciclaggio, Vatileaks 2 a coprire le conseguenze del sinodo sulla famiglia” sintetizza Gotti Tedeschi che aggiunge “è una provocazione e gli ascoltatori potranno farsi l’idea che vorranno”.
Dalle parole dell’ex numero uno dello Ior si comprede chiaramante il rapporto di stima, rispetto reciproco che ebbe con papa Ratzinger, accomunati dall’intento di portare “la chiesa ad avere nel mondo globale una sua identità di trasperenza” lo definisce lui stesso nel suo intervento. E oggi il papato di papa Francesco segue questa via?
“La chiesa sta affrontando temi delicati in un mondo globale, sempre più nichilista. Credo che questo papa stia facendo uno sforzo perchè non ci sia un rifiuto della chiesa. Personalmente faccio fatica a capire e credo che ci sia un po’ di confusione nel mondo cattolico”. Disorientamento per chi è convintamente cattolico?
“Quando il papa dice che l’origine di tutti i mali è l’iniquità, cioè la cattiva distribuzione delle ricchezze può lasciare perlessi. La prima enciclica sull’ambientalismo lascia perplessi. Ma sono certo che lui saprà quello che fa non dimentichiamo che un papa non prescinde dalla verità con la V maiuscola”.
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