Modelle per un giorno, modelle per gioco. Ma non è un gioco la motivazione che sta alla base di questa sfilata speciale. Nel giorno in cui si celebra nel mondo la consapevolezza del tumore del seno, il Bra Day, trenta donne hanno deciso di prestarsi per una passerella a Palazzo Gotico. Sono trenta giovani donne che stanno compiendo un cammino difficile, alcune sono al termine altre nel mezzo di un percorso di cura particolarmente duro, ma che nel 98 per cento dei casi si risolve positivamente. Sono donne in cura presso l’Unità di Senologia dell’ospedale di Piacenza. “Ogni anno sul nostro territorio sono circa 300 le donne colpite da tumore al seno che la senologia di Piacenza prende in cura” spiega il professor Giorgio Macellari, responsabile dell’Unità Operativa. Negli ultimi anni l’età media delle donne colpite da cancro al seno è sempre più basso; “è vero – risponde Macellari – la forma tumorale in questo caso è un po’ più aggressiva. Le donne sotto i 30 anni, ad esempio, sono escluse dallo screening mammografico ed ecografico. Occorre per questo sensibilizzarle alla diagnosi precoce, stimolarle ai programmi di ricerca sulla familiarità e indirizzarle alla corretta cura”. Uno stile di vita sano, evitando gli eccessi di fumo e alcool, alimentazione controllata e movimento, sono un’ottima arma di prevenzione. Quello a cui vanno incontro le donne nell’affrontare questa malattia è un vero e proprio percorso; lo conferma anche il professor Gerardo Gasparini, chirurgo plastico: “anche chirurgicamente si devono affrontare più step, per questo è fondamentale accompagnare le donne in questo cammino cercando loro di offrire il meglio”. Tra le donne che hanno sfilato ci sono storie diverse, reazioni diverse alla malattia, accomunate da un filo rosso che le ha colpite in modo del tutto inaspettato. Nonostante le difficoltà hanno reagito senza rinunciare alla femminilità calcando la passerella di Palazzo Gotico indossando abiti dalle linee morbide e avvolgenti della collezione autunno inverno dello stilista Martino Midali. Ciò che più ci ha fatto riflettere in questa giornata sono state la loro grinta e la combattività. Samanta si è ammalata l’anno scorso, a 39 anni, oggi è quasi fuori dal tunnel. “Ho deciso di sfilare perchè voglio dare coraggio alla donne come me che stanno affrontando questo cammino duro, difficile, ma che si può superare. La mia femminilità? È molto difficile continuare a sentirsi donna quando la malattia ti colpisce, nel mio caso la famiglia e gli amici sono stati fondamentali”. Le fa eco Samanta “il cancro è una brutta malattia, ma si vive, si lotta e se ne esce” lo dice con il sorriso, lei che il giorno dopo la sfilata si è sottoposta al terzo ciclo di chemioterapia.
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