“Una crisi così non l’avevo mai vista, la situazione è drammatica e non vedo nessuna possibilità di ripresa”. Carlo Fortunati, presidente del Collegio dei Geometri di Piacenza, racconta di una situazione di grave difficoltà per tutte quelle professioni che ruotano attorno all’edilizia. “Il problema – prosegue – è che non ci sono soldi nelle tasche della gente e alla casa non pensa più nessuno. Il mercato immobiliare è fermo, il prezzo delle case è crollato e quindi non ha più senso l’investimento. E per quanto riguarda le ristrutturazioni, ok le detrazioni fiscali ma se non si hanno soldi in tasca non si pensa certo a intervenire con lavori di ristrutturazione o migliorie. Credo dunque che quello edile sia il settore ridotto peggio da questo crisi, insieme forse a quello del commercio”.
Per i geometri nessuna via d’uscita?
“I geometri sono legati al mondo dell’edilizia, alle certificazioni energetiche, dall’inizio della crisi ad oggi abbiamo avuto un calo del 50% del fatturato. E non vedo nessun segnale di ripresa.”
Le colpe?
“Sono soprattutto a livello nazionale, nell’incapacità di fare sistema. Un esempio: è partita il 21 gennaio una campagna di comunicazione del ministero delle Infrastrutture, sostenuta da spot televisivi, che riguarda le semplificazioni delle procedure per i lavori di ristrutturazione della casa: bene, anzi male: dà informazioni errate, poiché induce a pensare che il cittadino sia in grado di fare tutto da solo. Ma non è così, non si può presentare il cittadino in Comune con un foglio di carta -serve invece compilare una pratica on line da 48 pagine – e non è vero che il Comune si occupa dell’accattastamento. E’ una informazione che danneggia sia i cittadini che i professionisti”.
Quindi nessun aiuto da parte governativa?
“Figuriamoci! Renzi dice di incentivare il lavoro ma fa il contrario. Le faccio un esempio: prima di Renzi esisteva un’agevolazione fiscale per i giovani professionisti. Un giovane diplomato geometra che apriva partita Iva e si iscriveva all’albo non pagava l’Iva fino a 30mila euro di reddito professionale e pagava il 20% di tasse. Ora, con Renzi, i 30mila euro sono diventati 15mila ed è aumentata l’aliquota di riferimento al 30%. E’ una vergogna. In questo modo ha dimezzato le possibilità di lavoro per le partite Iva”.
Consiglierebbe oggi a un giovane di studiare per diventare geometra?
“Il problema è cosa consigliare di studiare per fare qualunque cosa. Di sicuro il settore che ruota intorno all’edilizia, in questo momento, non offre grandi prospettive di impiego”.
Come uscirne, secondo lei?
“E’ un problema economico. Di sicuro servirebbero politiche per la casa, che non può essere così tassata e quindi tartassata. Una volta possedere una casa era un sogno, adesso è diventato un incubo. Ci sono agricoltori costretti a demolire vecchi immobili rurali (portici, case in sasso) per evitare di pagarci l’Imu. Sono sempre di più gli anziani che vendono la nuda proprietà della casa in cui vivono mantenendone l’usufrutto finché vivono. E’ una tristezza. Abbiamo raggiunto un punto di non ritorno ed è davvero difficile essere ottimisti per il futuro”.




