Da una parte la segreteria generale del Comune, secondo cui l’iter amministrativo è ineccepibile. Dall’altra il parere dell’Avvocatura secondo cui “ritirare la delibera sul bando illuminazione è stata la scelta più opportuna e conveniente per il Comune di Piacenza”. E’ stato proprio quest’ultimo parere a rinfocolare nuove polemiche sull’argomento che a Palazzo Mercanti tiene ormai banco da settimane. Si tratta di un parere, richiesto ufficialmente da parte del presidente del consiglio Christian Fiazza, che conferma le perplessità bipartisan sul procedimento e che la sua divulgazione ha provocato forti mal di pancia nell’amministrazione. La delibera – che affidava il servizio a Enel Sole per 30 milioni di euro per 15 anni – era stata ritirata da parte dell’assessore Giorgio Cisini, dopo i duri attacchi arrivati dai consiglieri, con dure contestazioni sotto il profilo amministrativo, nonostante una parte della maggioranza fosse propensa, più che al ritiro, a una sospensione dell’iter. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il segretario generale del Comune, Vincenzo Filippini, aveva dato il proprio parere di legittimità alla pratica proposta. Di diverso avviso l’avvocatura comunale, per la quale il ritiro della delibera- ricordiamo che il contratto scade il 14 giugno 2016, è stata una scelta “conveniente per il Comune, la più opportuna”. Dal 1968 ad oggi Enel Sole aveva sempre gestito il servizio senza il ricorso a gare, ma secondo l’Avvocatura, oggi è necessario che “la situazione venga regolarizzata rispetto ai dettami e all’invito di Anac (Autorità nazionale anticorruzione) alle amministrazioni appaltanti”. Secondo Anac infatti non sono più possibili proroghe, anche se propedeutiche a un cambio di gestione, per convenzioni stipulate entro il 2004 (ed è questo il caso del Comune di Piacenza), senza rischiare l’illegittimità e il danno erariale. La delibera era stata ritirata perché erano arrivate altre offerte: il primo febbraio si è fatta avanti la ISE srl di Brescia, il 2 febbraio è la volta di Ener Grid di Milano, il 3 si candida Energie Cofely Italia spa di Zola Predosa. Il 18 ha scritto poi in Comune Citelum Group, aggiudicataria Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana) per Emilia Romagna. Si tratta di offerte che fanno riferimento ai dispositivi normativi del Codice dei Contratti pubblici. Secondo l’Avvocatura sul rischio per l’amministrazione di incorrere in cause di risarcimento, anche in questo caso la risposta è negativa: la revoca della delibera relativa al project financing non comporta alcun risarcimento da corrispondere al soggetto promotore.




