Più di 28 ettari di capannoni in una zona collinare di pregio, non lontano dal Castello di Rivalta e dal Parco Regionale del Fiume Trebbia. Questo è quanto prevede il Piano Strutturale Comunale di Gazzola, ormai vicino all’approvazione. Una scelta che ha già fatto discutere e che vede l’opposizione, tra gli altri, del consigliere di minoranza Enrico Caccialanza, secondo il quale un’area di questo tipo rischia di compromettere la possibilità di uno sviluppo turistico della zona: “si tratta di un’area splendida” spiega Caccialanza “come Vivere Gazzola non condividiamo questa scelta politica fatta nel 2012 con il PSC” precisa, aggiungendo “siamo sempre stati contro questo Piano Strutturale che prevede un’area produttiva in una zona assolutamente non adatta”. Il PSC, dopo alcune riserve espresse dalla Provincia di Piacenza, soprattutto in merito ad una nuova urbanizzazione in località Bosco di Sopra, è ormai in via di approvazione, con la nuova area produttiva artigianale che si verrebbe a trovare, come spiega Caccialanza “nella zona ex-cava” oggi riconvertita in terreno agricolo, e, per mitigarne l’impatto, sarebbe contornata da alberature, una soluzione, spiega Caccialanza, visto che si tratta di una ex-cava: “prevista per legge”. I nuovi insediamenti produttivi, peraltro, sono già stati oggetto di una variante, visto che nel progetto originale si prevedevano addirittura 35 ettari, poi ridotti a 28,5, con lo spostamento della parte eccedente nell’attuale area produttiva, all’ingresso di Gazzola: “visto che a Gazzola esiste già un’area produttiva, perché non ampliare solo l’esistente?” si chiede Caccialanza, che aggiunge: “se c’è richiesta di nuove zone produttive è un segnale positivo, significa che c’è lavoro, quindi ben venga” ma, continua Caccialanza “non ha senso creare nuove aree in zone isolate, per di più a soli 200 metri dal castello di Rivalta, e vicino al Parco del Trebbia” zone che, conclude Caccialanza “dovrebbero, invece, essere valorizzate per uno sviluppo del turismo”.




