Gaps, volontari al Pronto Soccorso:
“Esperienza da esportare in Italia”

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Il gruppo volontari Gaps
Il gruppo volontari Gaps

Offrire ascolto e accompagnamento ai pazienti che necessitano di cure presso il Pronto Soccorso, è lo scopo del Gaps (Gruppo Accoglienza Pronto Soccorso).
Nato nel 2007 a Piacenza come progetto pilota in Italia, il Gaps ha festeggiato a fine ottobre otto anni di attività con un convegno incentrato sull’importante ruolo del volontariato nella Sanità: tra i tanti ospiti, è intervenuto l’assessore al Nuovo welfare Stefano Cugini, che è stato il primo presidente del Gaps e ha evidenziato il successo che tale esperienza ha ottenuto sul territorio.
Oggi il Gruppo coinvolge 130 volontari suddivisi tra gli ospedali di Piacenza, Fiorenzuola e Castel San Giovanni e offre un servizio di informazione e di supporto emotivo ai pazienti che – in questo modo – non vengono lasciati soli durante il percorso di cura in Pronto Soccorso.
‘Siamo stati i primi in Italia a colmare il ‘vuoto organizzativo’ esistente tra l’ingresso in Pronto Soccorso e l’effettiva presa in cura del paziente. Oggi esportiamo la nostra intuizione in altri Presidi ospedalieri che si sono ispirati all’esperienza piacentina, spiega la presidente del Gaps Laura Groppi, ricordando i casi di Cremona (con l’Associazione ‘Siamo Noi’) e successivamente di Arzignano (Vicenza), Mirandola (MO) e Baggiovara (MO). ‘Stiamo ragionando – insieme alle realtà in cui sono sorte iniziative simili alla nostra – all’elaborazione di un Protocollo d’intesa sull’accoglienza in Pronto Soccorso, al fine di creare percorsi formativi comuni sull’intero territorio nazionale’, aggiunge la presidente Groppi.
Presto verrà quindi realizzato una sorta di ‘vademecum dell’accoglienza’ per rendere il servizio ancora più efficace e rispondente alle esigenze che si presentano quotidianamente. Il Gaps nasce infatti per rispondere ai bisogni di ascolto e di informazione rilevabili nelle sale di attesa del Pronto Soccorso: ‘I familiari del paziente necessitano di conoscere l’andamento del percorso di cura della persona che hanno accompagnato mentre chi arriva solo, spesso, ha bisogno di una vicinanza “affettuosa” ed un supporto emotivo per gestire l’apprensione dei propri  stati d’animo, comprendere le attese e, a volte, per raggiungere gli ambulatori.
Offriamo infatti – aggiunge Groppi – anche un supporto di tipo ‘logistico’ (‘spieghiamo al paziente dove dirigersi e in che momento’) e in taluni casi aiutiamo il personale ospedaliero nel trasporto di pazienti barellati e su carrozzina’.
Ogni anno il Gaps organizza corsi di formazione per i nuovi volontari e corsi di aggiornamento per chi è già operativo. ‘Quest’anno anche il Pronto Soccorso pediatrico ha chiesto di poter usufruire del supporto dei nostri volontari e stiamo ragionando su un percorso formativo specifico in questa direzione’, aggiunge la presidente del Gaps piacentino, che ricorda: ‘Nel 2016 partirà il nuovo corso per volontari costituito da una  prima fase teorica (di circa 10 lezioni) a cui si aggiungerà un tirocinio (con affiancamento di un tutor per una decina di turni)’. Terminato il percorso formativo i volontari decideranno in autonomia se intraprendere questa esperienza di volontariato, che non è semplice: ‘E’ sempre e solo il paziente – conclude Groppi – che decide se ha bisogno di noi oppure no’.

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