di Elisa Calamari – Sette fra furti e tentati furti in una sola notte a Valconasso di Pontenure, cinque donne scippate in Val d’Arda tra Fiorenzuola e Lugagnano, innumerevoli cascine agricole e aziende depredate in Val Tidone, appartamenti razziati quasi ogni giorno in città. E’ un lungo elenco, che potrebbe continuare quasi all’infinito, quello dei reati predatori messi a segno in tutta la provincia nelle ultime settimane. Un’escalation che ha spinto le amministrazioni comunali ad organizzare incontri pubblici – gli ultimi a San Giorgio e a Cadeo – per raccogliere suggerimenti ma soprattutto per placare la rabbia dei cittadini. E proprio dai residenti, parte la più grande offensiva popolare contro la microcriminalità che si ricordi nel Piacentino: i gruppi di controllo del vicinato sono stati avviati a Vigolzone, Agazzano, Gropparello, San Giorgio, Cadeo, Caorso. Altri stanno per nascere e altri ancora sorgeranno nelle prossime settimane.
I primi ad intraprendere questa strada sono stati i caorsani. Grazie all’iniziativa di Claudio Consolini è nata infatti la ‘Rete allerta Caorso’, che ha fatto scuola in tutta la provincia. Proprio Consolini racconta come è nata l’idea e come funziona: “Tutto è cominciato circa un anno fa a Roncarolo – spiega proprio Consolini –. Sulla rete di messaggistica Whatsapp avevamo creato un gruppo per gli abitanti della frazione e ogni tanto spuntava qualche segnalazione su tentativi di furto. Poi in occasione della festa di Sant’Agnese, insieme all’allora sindaco Fabio Callori, abbiamo iniziato a parlare di sicurezza e del fatto che le segnalazioni e l’attenzione di tutti sono fondamentali per prevenire i furti. Così ho proposto di ampliare il gruppo”. Contemporaneamente Consolini ha creato una pagina sul social network Facebook e nel giro di pochi giorni gli iscritti di questa ‘piazza’ virtuale sono lievitati: “All’inizio su Whatsapp c’era un unico gruppo e questo ha creato un po’ di caos, poi abbiamo deciso di creare più gruppi a seconda delle zone del paese e nominato alcuni referenti per ogni zona, che servono anche da moderatori”. Ma in concreto come funziona questo sistema di controllo collettivo? “In pratica chi nota un veicolo o movimenti sospetti, oltre a segnalarli al 112, manda un messaggio indicando numero di targa ed elementi utili. Più dettagli possibili, insomma. Non vogliamo sostituirci alle forze dell’ordine, ma anzi collaborare”. Questo meccanismo ha permesso di evitare numerose razzie, perché dopo un primo colpo i ladri vengono segnalati a tappeto e tutti i caorsani che hanno ricevuto i messaggi possono prestare maggiore attenzione. Ma Consolini non nasconde che il sistema (di recente adottato anche dagli abitanti di Gropparello) potrebbe essere perfezionato e ampliato: “Sarebbe importante un collegamento fra le reti di allerta dei diversi paesi, perché le bande si muovono su tutto il territorio. Noi ad esempio siamo collegati con i controlli di vicinato di Pontenure. Inoltre servirebbe un’adesione vera e propria all’associazione ‘Controllo di vicinato’, che prevede referenti per ogni quartiere e una vera collaborazione fra vicini di casa”.
Accanto ad iniziative come quella caorsana, crescono i contratti che privati e aziende stipulano con gli istituti di vigilanza privati. Anche alcuni Comuni, come ad esempio quello di Cadeo, hanno chiesto preventivi a Sicuritalia, Corpo dei vigili dell’ordine, Metronotte Piacenza e Ivri: stanno valutando un pattugliamento giornaliero di sei-sette ore su tutto il territorio. Diverse amministrazioni stanno pensando di sostenere questo costo con l’aiuto delle aziende locali oppure delle famiglie, che versando poco più di 50 euro all’anno potrebbero contare su un servizio di questo tipo in aggiunta alle forze dell’ordine. Ma secondo molti amministratori a garantire la sicurezza ai cittadini dev’essere innanzitutto il governo. Per incalzarlo il sindaco di Caorso Roberta Battaglia propone un documento congiunto firmato da tutti i sindaci, dai rappresentanti piacentini in parlamento e in Regione, oltre che dal presidente della Provincia: “Un documento da inviare a Renzi per dire no ai tagli e alla cancellazione dei presidi di polizia – spiega il primo cittadino caorsano –, per ottenere nuove risorse, mezzi per il contrasto al crimine e pene più severe. Con la prospettiva di una mobilitazione dei piacentini a Roma se il premier non accoglierà le nostre istanze”. Secondo Battaglia il territorio sta vivendo un assedio senza precedenti da parte di molteplici bande di delinquenti: “E’ come essere in guerra sotto il fuoco nemico – afferma –. Le amministrazioni locali, grazie al fondamentale contributo dei cittadini, stanno facendo tutto il possibile per fronteggiare l’ emergenza sicurezza, ma serve una risposta dal governo centrale. Innanzitutto deve assolutamente essere evitato ogni taglio ai presidi delle forze dell’ordine e il governo deve fare marcia indietro su ogni provvedimento indultivo o svuotacarceri, perché l’impunità è il miglior alibi per i delinquenti. Chiediamo provvedimenti severi, certezza della pena e tutele per le vittime dei reati”. Il sindaco lancia un vero e proprio appello ai colleghi amministratori, affinchè nel più breve tempo possibile venga predisposto il documento unitario: “Perché uniti possiamo far sentire meglio la nostra voce”.




