Asp-Città di Piacenza e Piano strutturale comunale. Superato da poco il giro di boa del mandato per la giunta Dosi siamo ad uno snodo fondamentale su due temi che animano il dibattito politico di questi giorni e su cui l’esecutivo di Palazzo Mercanti si gioca una fetta consistente di credibilità per il futuro in chiave elezioni.
ASP – Sarà calendarizzata dopo Pasqua la seduta del Consiglio comunale dedicata alla delibera comunale con cui la giunta vuole ripubblicizzare l’Asp, argomento che sta scaldando la politica dentro e fuori il recinto della maggioranza.
L’altro giorno in commissione 3 sono volati gli stracci tra maggioranza e opposizione, con quest’ultima che ha abbandonato l’aula in polemica. Durante la seduta erano presenti una cinquantina di lavoratrici, preoccupate per il bando che dovrebbe essere aperto secondo la legge – e che sembrerebbe non garantire a tutte la riconferma del loro impiego – la discussione è partita con la risposta del sindaco Paolo Dosi alle accuse di Coopselios e Aurora, che hanno in gestione l’appalto da 10 mesi – le quali avevano definito il progetto varato dalla giunta come “illegittimo” e annunciato di aver dato mandato ai propri avvocati di verificare l’eventualità di ricorrere alle vie legali: “Il Comune, socio di Asp al 64% – ha detto Dosi – ha rilevato delle perdite che andranno a gravare sul bilancio di palazzo Mercanti. Questo ci ha messo nelle condizioni di intervenire in modo radicale”.
Le rassicurazioni e i tanti progetti esposti, però, non hanno convinto l’opposizione. Tre i voti per far saltare la seduta, che però sono stati annullati dalla maggioranza.
Circostanza che ha portato l’opposizione ad uscire dall’aula e abbandonare la commissione. In questo complesso clima si dibatterà in aula subito dopo Pasqua.
PSC – Si avvia verso la conclusione, non senza fatica e con una certa agitazione, l’esame delle osservazioni al Psc da parte della commissione.
Sostanzialmente accolte dagli uffici del Comune (che si riservano solo qualche approfondimento di natura normativa) buona parte delle proposte e osservazioni della Provincia su singole disposizioni, mentre le commissioni hanno votato a larghissima maggioranza per la non accoglibilità di altre e variegate riserve della Provincia, ad esempio in merito al recupero diffuso dei tessuti urbani (i piani di riqualificazione e di recupero) e all’indicazione cartografica delle alberature di pregio. Piú accesa la discussione sugli aspetti del “dimensionamento”, ossia sul numero di abitanti rispetto all’estensione della città: opposte le valutazioni in merito all’interpretazione di come definire il dimensionamento stesso.
Secondo gli esponenti M5S Gabbiani e Quagliaroli, la Provincia ha “tirato le orecchie” al Comune richiamandolo al rispetto della legge, secondo l’assessore Bisotti (Pd) il Comune si è semplicemente attenuto ai criteri del Prg vigente. Valutazione che, secondo i grillini, sottintende in realtà la volontà di tenere una manica più larga nella possibilità di costruire nuovi edifici.




