Reggi torna all’attacco: “Ricomincia la vergognosa campagna contro Renzi di Unità e Youdem”

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“Ricomincia la vergognosa propaganda dell’Unità e di Youdem contro Matteo Renzi”. Se ne è stato per un po’ in disparte, forse ferito dalla forzata esclusione voluta dagli “scagnozzi di Bersani” dopo le “sparate” in campagna edurante la campagna elettorale per le Primarie del centrosinistra. Ma oggi, con un post su Facebook rimbalzato con un cinguettio su Twitter, Roberto Reggi è tornato a farsi sentire con toni, come di consueto, molto diretti.

Al centro delle osservazioni dell’ex sindaco di Piacenza ci sono le critiche di Youdem e Unità, organi ufficiali dell’informazione piddina, che oggi e ieri si sono scagliati contro l’intervento di Matteo Renzi, che, sempre ieri, aveva affondato dicendo: “Si sta perdendo tempo. È chiaro a tutti. A questo punto io sono per votare. Dopo di che, Bersani decida cosa fare. Se vuole fare un accordo con Berlusconi o con qualcun altro, lo faccia”. Il primo cittadino della città gigliata, criticando i ritardi e le lungaggini che a 40 giorni dal voto ci vedono ancora in una situazione di totale incertezza, ha di fatto  voluto dare un “ultimatum” a Bersani, dicendogli chiaramente che o trova le basi per un governo di larghe intese con il Pdl, oppure a giugno si può andare a votare. Una mossa poco apprezzata dai bersaniani e dagli organi di partito, che per un fedelissimo renziano come Reggi avrebbero già fatto ripartire una campagna contro il giovane talento fin qui tenuto in panchina per dare ancora spazio ai “senatori”.

Insomma, per i renziani pare giunto il momento di tornare allo scoperto, come ha fatto l’ex primo cittadino piacentino, che ha precisato in rete: “Matteo non ha parlato di governissimo, ma di un patto costituente di 6 mesi da cui far nascere la terza repubblica. Un patto, anche con chi rappresenta 10 milioni di elettori, con cui cambiare la legge elettorale, sostituire il Senato con la Camera delle Autonomie, abolire le Province, abolire il finanziamento pubblico ai partiti ed occuparsi urgentemente dei drammatici problemi che attanagliano le nostre famiglie e le imprese”.

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