Foti, a sorpresa in Regione: “Sarò un rompiscatole
Resto anche in Comune, farò da collegamento”

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regione131Con 2.222 preferenze, entra in Regione – dopo essere stato deputato, segretario provinciale di partito, consigliere comunale – un intramontabile della politica piacentina come Tommaso Foti di Fratelli d’Italia. “È la vittoria della determinazione, del coraggio, della forza che mi viene dall’essere un combattente senza paura” – ha spiegato – “Mi sono rimesso in gioco da zero”.
Una vittoria inaspettata, sembra: “La mia era una candidatura di servizio, avevamo tre possibilità su cento”. Invece risulta l’unico consigliere eletto in Regione con Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale (che sosteneva con Lega e Forza Italia il candidato presidente Alan Fabbri, a Piacenza più votato di Bonaccini) che nel piacentino ottiene un ragguardevole 5,4% (6,15 in città) contro l’1,9% in Regione. Un risultato in crescita, dalle nostre parti, dopo il 4% delle Europee e il 3,6% delle Politiche.
Riguardo all’enorme astensionismo che ha caratterizzato queste elezioni, Foti parla di “reazione ad arroganza e privilegi che portano disgrazia. Anche nei confronti delle continue provocazioni di Renzi ai simboli della sinistra. Ora occorre riconquistare la fiducia dei cittadini ridotta ai minimi termini” mentre l’exploit della Lega se lo spiega con “la continua presenza di Salvini su tutto il territorio regionale, diversamente dagli altri leader”.
A Bologna Foti andrà mantenendo la carica di consigliere comunale a Piacenza, diversamente da quanto sostenuto in precedenza: “Resto in consiglio comunale anche se non ho mai ritenuto corretto mantenere una doppia carica ma in questo caso, dopo la riforma delle Province, è necessario che i Comuni si interfaccino con le Regioni e io sarò l’ufficiale di collegamento”.
“In Regione farò il rompiscatole – conclude Foti – e porterò l’esperienza di diciassette anni di Parlamento. Primo impegno sarà la battaglia per rimettere da subito in agenda il piano di sviluppo rurale per sostenere un settore strategico per l’Emilia Romagna come quello dell’agricoltura e dell’agroalimentare”.

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