Là dove oggi c’è un campo, domani sorgerà piazzetta Piacenza. A realizzarla saranno giovani studenti del Politecnico facoltà di architettura e i professionisti iscritti all’Ordine di Piacenza. Una novità assoluta in termini istituzionali: mai prima d’ora architetti affermati si erano seduti al tavolo con giovani laureandi e laureati per scambiarsi opinioni, visioni, realtà in vista di un evento di portata internazionale quale è Expo 2015. Una novità anche perchè finalmente si sente parlare di Expo in termini concreti. Tra ritardi e rallentamenti che fanno quasi temere che all’evento si giunga con una certa impreparazione, finalmente si progetta un luogo fisico. Questo spazio si chiama, appunto, Piazzetta Piacenza, un luogo dove il nome della nostra città e con lei i simboli, verranno promossi, si spera, a dovere. Il presidente dell’Ordine Giuseppe Baracchi è entusiasta: “è la prima volta che studenti e professionisti collaborano nella redazione di un progetto che verrà realizzato – spiega Baracchi – l’occasione è unica, per sei mesi Politecnico e Ordine legheranno il proprio nome a una cosa che tutto il mondo potrà vedere e apprezzare. Per i giovani architetti e giovani studenti questo scambio è la cosa più bella un assoluto”.
Tre giorni di workshop dove una quarantina di giovani architetti divisi in quattro gruppi disegneranno e progetteranno lo spazio realizzando un layout; uno solo verrà scelto e realizzato. Entro la metà di dicembre si conosceranno anche i costi di realizzazione. 80 metri da vestire, seguendo le linee guida di Expo. “la linea principale – spiega il presidente dell’Ordine – è la promozione del territorio seguendo il tema della kermesse, nutrire il pianeta. Sarà un luogo riconoscibile in cui Piacenza si presenterà al mondo”.
“Dobbiamo presentare otto elementi che rappresentino i valori del territorio -. spiega l’architetto Enrico De Benedetti membro del consiglio dell’Ordine – dalla scenografia dobbiamo astrarre gli elementi che possano raccontare questa nostra provincia”. Per l’architetto Sandro Rolla ciò che occorre è mettere in mostra è la concretezza; “quel senso pratico che contraddistingue Piacenza e la sua terra. L’importante è che non sia solo un allestimento ma un luogo che la città possa utilizzare anche dopo Expo”.
L’auspicio di Erika, studentessa di Architettura, è che dalla piazzetta esca il meglio che Piacenza può dare, a partire dai simboli e dalle tradizioni. Sarà uno spazio essenziale, con pochi elementi ma immediatamente riconoscibili.
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