Frecciate bipartisan alla composizione del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dal quale sono stati esclusi tutti i membri indicati dagli enti locali piacentini, sia Comune che Provincia.
Location delle critiche più sferzanti è stato il consiglio comunale di ieri, lunedì: durante la seduta a Palazzo Mercanti il capogruppo Pd Daniel Negri ha espresso “rammarico” per le scelte attuate dal nuovo vertice della Fondazione che escludono membri degli enti locali dal cda “in quanto Comune e Provincia rappresentano tutto il territorio” . Preso atto delle dimissioni di Carla Chiappini, componente del consiglio indicato dal Comune che nel lasciare aveva parlato di motivi “riservati e personali”, Negri ha inoltre auspicato “che, appena surrogato il nuovo membro nominato dal sindaco, venga convocata la commissione consiliare 4 per un’audizione di Francesco Scaravaggi e della sua squadra, in modo da conoscere le linee di indirizzo che intende dare al suo mandato visto che prima non le aveva rese note”. A differenza di Sergio Giglio, il candidato a lui opposto, il nuovo presidente dell’istituto di via Sant’Eufemia aveva in effetti opposto il proprio “niet” alla richiesta di audizione a Palazzo Mercanti giudicandola “inopportuna” definendosi all’epoca “cittadino che potrebbe essere non eletto”.
Se la tesi del capogruppo del principale partito della maggioranza ha fatto piuttosto rumore, a rincarare la dose di critiche dalla minoranza è stato anche Tommaso Foti di Fratelli d’Italia. Sempre riferendosi all’esclusione dal cda della Fondazione di membri del consiglio espressi da Comune e Provincia, l’ex parlamentare ha infatti provocatoriamente chiesto al sindaco Paolo Dosi “se sia contento del trattamento riservato agli enti locali piacentini”.
Dubbi sull’attuale assetto della Fondazione sono invece emersi nell’intervento alla trasmissione ‘Don Chisciotte’ dal presidente provinciale della Croce Rossa Renato Zurla, secondo il quale lo statuto è ormai inadeguato rispetto ai numerosi cambiamenti sociali intervenuti nei circa vent’anni trascorsi dalla sua originaria stesura. Perplessità da parte di Zurla – che ha a sua volta evidenziato come il ruolo di “termometro” del territorio svolto dagli enti locali, in primis i Comuni, sia più essenziale che mai in questi anni di grave crisi – sono state espresse soprattutto anche sull’entità di alcune spese per alcuni progetti culturali.




