Piacenza sta per essere invasa dalle centinaia di migliaia di alpini che parteciperanno all’adunata nazionale del 10, 11 e 12 maggio prossimi, ma molti piacentini si preparano alla fuga dalla città per evitare i prevedibili disagi viabilistici e tra diversi commercianti serpeggia la preoccupazione. C’è infatti il timore che a beneficiare dell’evento possano essere solo albergatori e – in parte – pubblici esercizi, e che la prolungata “blindatura” della cosiddetta “zona rossa” si traduca in un pesante (si stima tra il 50 ed il 70%) calo di vendite: dalle 17 di giovedì 9 fino alle 5 di lunedì 13 praticamente tutto il centro – salvo permessi ed eccezioni – sarà infatti quasi completamente interdetto al traffico veicolare.
Per capire come possa realmente andare e come evitare i rischi paventati da diversi commercianti basta sentire i riscontri avuti da alcune delle città che hanno ospitato negli ultimi anni la festosa adunata delle penne nere.
“L’evento – ricorda Oscar Fusini, vicedirettore di Ascom Bergamo – è bello e colora la città, basta capire che il punto chiave è l’aspetto organizzativo: a Bergamo l’adunata del 2010 andò piuttosto bene anche per il commercio perchè si chiusero le vie interessate dall’iniziativa solo per il tempo strettamente necessario”. Secondo Fusini a Bergamo “fu importante anche il fatto che passò il messaggio di evitare la ‘furbata’ di alzare i prezzi come invece accadde in altre città, dove al contrario decollarono causando non pochi malumori, ma l’aspetto fondamentale è quello logistico. Il centro di Piacenza presenta ovviamente molte differenze rispetto a Bergamo bassa, ma personalmente posso dire che la maggior parte degli alpini ha raggiunto la nostra città solo al sabato: grazie al confronto tra associazioni di categoria e amministrazione, la mossa che ha evitato che il commercio delle vie interessate fosse penalizzato rispetto ai clienti abituali – ricorda Fusini – è stata quella di evitare una chiusura eccessivamente prolungata della “zona rossa” della manifestazione, che al venerdì vede l’arrivo di circa il 20% degli alpini attesi e che culmina solo tra sabato pomeriggio e domenica”.
In riferimento all’adunata nazionale degli alpini, che a Bolzano si è svolta dall’11 al 13 maggio 2012, il direttore di Confesercenti Alto Adige Paolo Pavan sottolinea che “L’adunata, dal punto di vista del commercio, non è stata un’occasione significativa; certamente lo è stata dal punto di vista sociale e per i cittadini. Bar e ristoranti hanno ottenuto riscontri positivi ‘a macchia di leopardo’: alcuni hanno registrato un incremento delle vendite, altri addirittura una contrazione.
Quello che mi sento di dire è che bar e ristoranti, in occasione dell’adunata, non dovrebbero farsi troppe illusioni; si tratta infatti di un afflusso di persone estremamente organizzate. Difficilmente ci saranno ‘avventori dell’ultimo minuto’; la maggior parte delle adesioni sarà quella delle prenotazioni effettuate con anticipo. A Bolzano alcuni pubblici esercizi attendevano un afflusso molto abbondante che non si è verificato, e si sono ritrovati con larghi margini di merci invendute, acquistate per l’occasione”.




