È una delle piazze principali del capoluogo valdardese, che da luogo di ritrovo di numerosi giovani e meno giovani, da angolo vivo e “rumoroso” della città, è oggi diventata una sorta di parcheggio auto. Una piazza spesso semi-deserta, che ha visto la progressiva chiusura di due dei locali (una “per inventario”) che da anni vi si affacciavano.
Ha cambiato volto piazza Caduti, e sembra aver perso quel ruolo “centrale” e quella vitalità che aveva un tempo nella cittadina fiorenzuolana. Lo può attestare chi in quella piazza vi transita o sosta ogni giorno, per andare a lavorare, per fare una passeggiata lungo Corso Garibaldi, per sedersi ai piedi del Monumento ai Caduti, o per alzare la sua saracinesca. Come fanno Gualtiero ed Enrico Groppelli, padre e figlio, che rispettivamente da quasi trentacinque e tredici anni vendono giornali e riviste nella loro edicola in piazza Caduti.
“La piazza è cambiata – spiega Enrico – ma questo cambiamento non è legato strettamente alla chiusura dei locali, segue piuttosto l’andamento generale della perdita di vitalità di spazi pubblici, che si registra anche in altre città e su cui influisce anche la chiusura di diversi negozi”. Inoltre, “il clima che abbiamo in certi mesi non favorisce la situazione, confidiamo che con la bella stagione ci sia più gente”, continua Groppelli, ammettendo, però, che “di mattina c’è ancora vita” in piazza Caduti, mentre a registrare un netto calo di presenze sono il pomeriggio e la sera.
“Ma la situazione è la stessa che si vede anche in altre città, perché sono cambiati i tempi – osserva Enrico – Noi non avevamo il cellulare o il computer che ci potevano distrarre, ci trovavamo nelle piazze e nei bar. Ora ci si ritrova spesso in rete”. Insomma, dalle piazze vere e proprie si è passati alle piazze virtuali (basti pensare ai social network, che continuano a spopolare).
“I tempi sono cambiati” anche per Marco Cammi, il gestore dell’unico bar – il Saltatappo – che al momento si affaccia sulla piazza (all’angolo con Corso Garibaldi). “Ormai da fuori non viene più nessuno, e le persone che fanno serata a Fiorenzuola il venerdì sono duecento/trecento, ci si sposta per lo più a Fidenza o a Piacenza. Negli anni ha inciso sicuramente la chiusura dello Scacco Matto e la conseguente assenza di discoteche a Fiorenzuola”, spiega Cammi, ricordando i tempi passati, quando (10-15 anni fa) piazza Caduti era affollata anche di giorno. E si augura che presto aprano nuovi bar nel piazzale, perché “in un punto in cui ci sono più bar, si forma più gente”. E per ravvivare la piazza, “fare qualche avvenimento in più sarebbe meglio”, osserva.
Anche secondo alcuni giovani fiorenzuolani, da noi interpellati, una possibile soluzione potrebbe essere quella di organizzare in questo angolo del centro storico iniziative e manifestazioni. Sara suggerisce inoltre una maggiore cura e manutenzione della piazza e del Monumento, e Carla insiste sulla necessità di aprire un nuovo locale in piazza: “è uno dei posti ideali a Fiorenzuola dove aprire un locale”.
Francesca, invece, non ha “mai pensato che l’affollamento di piazza Caduti fosse sintomo di un’effettiva vitalità di Fiorenzuola”, in quanto legato soltanto alla presenza di locali. “Il segreto dell’effettiva vitalità per una città” sta, invece, secondo Francesca, “nella molteplicità delle proposte che essa è in grado di offrire”. “Occorre rianimare la piazza, e non solo, con iniziative che coinvolgano veramente il pubblico giovanile: musica, spettacoli, buon cibo”, spiega. E aggiunge: “Vorrei poi sottolineare che sta anche ai fiorenzuolani rispondere con entusiasmo alle iniziative proposte. Questo credo che non sempre accada”. Insomma, “proposte e risposte, perché le prime da sole non valgono nulla”.
È dello stesso parere Isabella Cocciolo: “Negli anni invece di sfruttare le risorse della piazza (ampio spazio, panchine e verde), queste sono state ignorate fino a giungere alla desolazione – commenta – Mi auguro che si cominci davvero a dar vita a eventi musicali, e non, per attirare gli abitanti dei paesi vicini, ma in primis noi, che attualmente ‘scappiamo’ perché non si trova veramente nulla da fare”. “Mancano i luoghi di aggregazione e i pochi rimasti non si trovano in centro – continua Isabella – Io rimango dell’idea che anche piazza Molinari debba essere riqualificata per rendere questo paese, un paese vivo. Basta veramente poco per attirare i giovani, bisognerebbe almeno tentare”.
Il presidente della Pro Loco di Fiorenzuola, Giuseppe Bragalini, assicura che piazza Caduti si animerà con la prossima Festa della Primavera (che l’associazione sta preparando) e propone di organizzare un tavolo con Comune, commercianti e baristi per decidere insieme cosa mettere in campo per animare e rivitalizzare non solo piazza Caduti, ma tutta la città. Al contempo, chiede, però, una maggiore partecipazione e collaborazione da parte degli stessi fiorenzuolani. “Noi lavoriamo, come Pro Loco, da gennaio a dicembre, per organizzare varie manifestazioni – fa sapere – Cerchiamo di renderci utili per il nostro paese”.




