Fabio Molinaroli: “Il rilancio? Fisco più leggero e accesso al credito più semplice”

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La crisi e i suoi pesanti effetti – le difficoltà nell’accesso al credito, i ritardi nei pagamenti e gli scarsi investimenti nelle infrastrutture – hanno messo in ginocchio l’edilizia. La riqualificazione energetica del patrimonio esistente offre una chance al settore ed è un tema di grande attualità sul territorio piacentino che si prepara a discutere il nuovo Psc (Piano strutturale comunale) che ridisegnerà la Piacenza futura. ‘Il 70% del patrimonio urbano esistente è antecedente gli anni Settanta: la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici esistenti può offrire all’edilizia l’opportunità di ripartire e a Piacenza pare vi siano le condizioni per intervenire in questa direzione’ afferma Fabio Molinaroli, presidente di Cassa Edile. Insieme ad Ance – ha aggiunto – stiamo collaborando con l’amministrazione comunale alla stesura del Rue (Regolamento urbanistico edilizio) e auspichiamo il recepimento nel Psc di norme premiali come la riduzione degli oneri di costruzione e la possibilità di disporre di maggiori volumi a fronte di politiche energetiche più consistenti’. Ma la ristrutturazione dell’esistente da sola non può risollevare il settore: ‘Accanto ad investimenti nello sviluppo e nell’innovazione – aggiunge Molinaroli – servono normative ad hoc per dare respiro all’edilizia, quali: un fisco più leggero per l’impresa, l’accesso al credito e la garanzia dei pagamenti da parte degli enti locali.
I numeri della crisi
‘Se nel 2013 il sistema bancario non riprenderà a finanziare le imprese e il futuro governo proseguirà con una politica indirizzata più al conservatorismo che allo sviluppo, per l’edilizia sarà il collasso’, afferma il presidente della Cassa edile piacentina che traccia il bilancio della grave situazione di crisi che investe il settore. ‘Il credito negato, l’eccessiva tassazione, i ritardi nei pagamenti (che nel pubblico si aggirano mediamente attorno ai 300 giorni) e la follia del patto di stabilità hanno messo l’edilizia in ginocchio: nel 2012 – aggiunge il presidente della Cassa Edile piacentina – abbiamo registrato un ulteriore decremento del 12% di imprese attive, coincidente in un centinaio di realtà locali che in un anno hanno chiuso i battenti con la perdita del 16,75% di manodopera (pari a 633 lavoratori in meno)’. In soli quattro anni l’edilizia piacentina ha dimezzato il numero dei suoi lavoratori (oggi 3.145 con ulteriori cali stimati per i prossimi mesi) e perso il 35% delle sue aziende (dalle 1.069del 2008 alle 696 attuali, quasi un centinaio in meno all’anno).
In questo clima di emergenza la Cassa edile piacentina è stata tra le poche in Italia a chiudere il 2012 con un bilancio positivo, nonostante l’incremento di interventi a favore delle aziende e dei lavoratori. ‘La Cassa Edile di Piacenza – che accorpa 703  imprese – afferma la direttrice Lucia Guglielmetti –  grazie all’attenta gestione delle risorse finanziarie, nell’intento di fornire un sostegno concreto agli attori di un settore vitale per l’intera economia provinciale, ha messo a disposizione delle aziende (tramite apposite convenzioni stipulate con Unifidi e Fidindustria dell’Emilia Romagna) 1.800.000 euro al fine di favorire l’accesso al credito tramite la controgaranzia dei finanziamenti erogati alle imprese e garantiti dai Consorzi. Sono stati stanziati altresì 250.000 euro per incrementare le assistenze offerte ai lavoratori con specifici interventi – ha aggiunto Guglielmetti – riguardanti l’Assistenza fiscale e i Contributi per assegni di studio a favore dei figli a carico’.
Le richieste del settore
Sviluppo e accesso al credito – ‘Per rilanciare il settore – avverte Molinaroli – si rende necessaria una normativa più coraggiosa ed orientata allo sviluppo e agli investimenti nelle infrastrutture e l’auspicio che nel 2013 il sistema bancario torni a finanziare le imprese: la ‘chiusura dei rubinetti’ non ha lasciato scampo alle aziende che non avevano sufficientemente patrimonializzato e a quelle che avevano già investito in cantieri poi sfumati’. Sulla riqualificazione urbana, Molinaroli afferma: ‘Auspichiamo che nella pianificazione urbanistica futura – Psc e Poc (Piano operativo comunale) – possano trovare spazio le proposte di Cassa Edile e Ance di incentivi per la sostenibilità energetica degli edifici’.
Fisco più leggero e garanzie di credito – ‘La domanda che dobbiamo porci è: perchè nessuna impresa edile straniera costruisce in Italia? Le cause sono principalmente tre: l’incertezza nei pagamenti, i tempi burocratici enormi e la scarsa meritocrazia negli appalti. Per questi motivi – incalza Molinaroli – auspichiamo normative serie orientate a garantire la certezza dei pagamenti e a ridurre il carico fiscale. Il numero di imprese che guardano con interesse all’estero –  ad esempio all’Austria dove la pressione fiscale non supera il 25% – è in continuo aumento: ciò comporta oltre alla perdita di preziose realtà anche l’impossibilità per chi resta di competere con tali mercati’. E come garanzia di credito, Molinaroli auspica l’adozione del sistema francese delle fideiussioni assicurative ‘che garantiscono sia al committente che al vincitore dell’appalto il pagamento e la consegna dei lavori nei tempi stabiliti con una garanzia in più: chi non rispetta le regole viene escluso dal mercato’.
Appalti – Sulle normative europee che impongono tempi rapidi (entro 60 giorni) per i pagamenti delle PA, Molinaroli avverte: ‘Che fine faranno le aziende che stanno aspettando da 300 giorni? Prima vanno saldati tali debiti che in caso contrario potrebbero protrarsi all’infinito’. Cassa Edile auspica inoltre l’introduzione di normative che privilegino – oltre all’offerta economicamente più vantaggiosa – anche le soluzioni più qualitative e introducano un tempo minimo di tre mesi per analizzare le gare pubbliche e l’estensione della certificazione di impresa agli appalti privati.
Meno burocrazia – ‘Con la dematerializzazione delle informazioni abbiamo fatto molti passi avanti ma sono ancora troppi i passaggi da un ente all’altro, manca una dicitura tecnica comune da nord a sud e servono maggiori controlli. A questo proposito ricordiamo che con il progetto pilota O.C.A.(Osservatorio cantieri edili) – operativo da metà 2013 – la Cassa Edile piacentina è all’avanguardia per trasparenza e legalità: il progetto – lo ricordiamo – è supportato dal Ministero dei Lavori Pubblici e svolto in collaborazione con le Casse Edili di Parma e Reggio Emilia .

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