Si allontana il collegamento veloce ferroviario tra Piacenza e Milano per l’Expo, crescono invece le possibilità di un ennesimo schiaffo al territorio piacentino e il rischio che i visitatori stranieri del grande evento del 2015 finiscano per dover viaggiare su treni del 1965, sperimentando scomodità e disagi (che i nostri pendolari sono purtroppo costretti a subire quotidianamente da tempo immemorabile) per riportare poi chissà quale bella cartolina dell’Italia una volta rientrati a casa.
La beffarda situazione (incredibile? Pare di no) è quella descritta in quanto hanno comunicato, dati e cronistoria degli ultimi tre anni alla mano, il sindaco di Piacenza Paolo Dosi, il presidente della Provincia Massimo Trespidi e il presidente di Confindustria Piacenza Emilio Bolzoni.
Ad aver spinto il tutto su un binario (quasi) morto è stata – secondo quanto emerso alla conferenza stampa congiunta in Comune – la Regione Lombardia: dalla prospettiva – per la durata di 12 mesi – di molte più corse, di due treni nuovi noleggiati (i soldi c’erano e ci sono: 2 milioni messi dalla Provincia e 1 dalla Regione Emilia Romagna) e della sostituzione dei treni ‘vintage’ con treni revampizzati (in pratica, un po’ meno vecchi di quelli degli anni dell’esplosione planetaria di Beatles e Rolling Stones e dotati di aria condizionata), promessa in un incontro con tutti i soggetti interessati a luglio, si è passati ad agosto ad una proposta peggiorativa (ovviamente non accettata da Piacenza) che prevede un esiguo numero di corse in più, quasi tutte su treni ormai cinquantenni e per soli 6 mesi.
I tempi stretti (Expo 2015 inizia a maggio) rendono a questo punto improbabile una soluzione soddisfacente per Piacenza, che rischia di pagare a caro prezzo i favoritismi della Regione Lombardia per le città da essa amministrate: “La lotta – ha tuonato Trespidi – continua”, tuttavia, e Piacenza – si stanno muovendo anche le associazioni di categoria, lo faranno anche i nostri parlamentari? – proverà ora a far pressione su Expo spa ed Expo Padiglione Italia, nonché sul Ministero competente che da tempo sbandiera che la rassegna del 2015 beneficerà tutta l’Italia e non sarà solo una questione Milano-centrica. Obiettivo dichiarato è ottenere in tempi brevissimi quello che non si è riusciti a ottenere in tre anni di incontri e promesse da altri non mantenute nonostante l’impegno congiunto (già di per sé non usuale) dell’intero sistema-Piacenza.
“A leggere le roboanti e bellicose dichiarazioni che sono state proclamate a vario titolo circa il tema del collegamento su rotaia tra Piacenza e Milano, non sappiamo – ha scritto il presidente dell’Associazione Pendolari di Piacenza, Ettore Fittavolini – se metterci a ridere o a piangere.
L’interlocutore, se si voleva avere quello che poi non c’è e non si avrà, ovvero un collegamento serio, efficiente, veloce e puntuale tra Piacenza e Milano per favorire le visite ed il turismo attratto dall’Expo, ma perchè soprattutto ne rimanesse poi traccia per la vita di tutti i giorni dei pendolari, non sono le Regioni, ma le Ferrovie dello Stato”.




