Acque agitate, alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, anche dopo la calma apparente seguita alla nomina a presidente del notaio Massimo Toscani. A rallentare la formazione del cda, secondo i bene informati, sarebbero Stefano Pareti e Giorgio Milani: l’obiettivo dell’ex sindaco di Piacenza, supportato dall’influente artista ed amico, sarebbe infatti quello di far parte anche del prossimo cda nonostante ci fosse un accordo di massima sul rinnovo totale dei componenti.
L’ascesa alla presidenza di un professionista del valore di Massimo Toscani è stata accolta all’esterno della Fondazione come un segnale paositivo dopo un periodo a dir poco convulso per l’ente di via Sant’Eufemia, ma il timore di alcuni è che la sua figura di prestigio possa finire per essere una sorta di “paravento” alla ripresa delle già viste contrapposizioni tra diversi portatori d’interessi, scontri spesso basati su mere ambizioni personali.
Segnale del rischio, da questo punto di vista, sarebbe la proposta di allargare da sei a otto il numero dei componenti del cda, di fatto per consentire ingressi in un primo momento esclusi: anche se il costo complessivo resterebbe lo stesso, in questo momento di difficoltà economiche il segnale dovrebbe essere semmai quello di una riduzione delle spese, tanto più considerando che di fronte ad un Consiglio generale composto da 25 membri un cda di 8 persone sarebbe quantomeno sproporzionato.
La domanda che molti osservatori si pongono, a questo punto, è se Toscani avrà la forza e l’autorevolezza sufficienti per imporre un cda che sia interamente composto in base alla propria discrezionalità. Vero è infatti che – da statuto – è il presidente a proporre i nomi di sua fiducia, ma vero anche che a votarli è il Consiglio generale: il rischio dietro l’angolo è quello di un non auspicabile ritorno ad una “politica degli scambi” da Prima Repubblica, un periodo che alcuni di quelli che stanno puntando i piedi hanno vissuto in prima fila.
Sulla vicenda potrebbero influire anche le proporzioni della scontata elezione a presidente della Provincia del sindaco di Vigolzone, Francesco Rolleri, e la situazione della gestione della Casa di Riposo Maruffi.




