Ennesimo scossone polemico sul palazzo ex Enel, i cui lavori di demolizione sono partiti lo scorso 28 luglio per concludersi (maltempo permettendo) il 15 settembre. A mettere nero su bianco un appello-petizione alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna sono stati i rappresentanti del Gruppo di ricerca Piacenza Romana e dell’associazione culturale Archistorica, che chiedono a gran voce di ricavare almeno un affaccio sui reperti antichi sottostanti (attribuiti alle mura civiche d’età repubblicana, sec. II a.C., e alle strutture dell’anfiteatro, sec. I d.C.) per favorirne la visione da parte di cittadini ed eventuali turisti.
L’ipotesi era stata scartata dall’assessore Silvio Bisotti durante l’incontro pubblico sull’intervento andato in scena lunedì 21 luglio in Sant’Ilario: sottoposto alle domande di cittadini e residenti della zona (insieme all’assessore Giorgio Cisini, all’architetto progettista Paolo Pagani, ad Antonio Cogni dell’impresa Cogni, che ha avuto la committenza dei lavori, e a Maurizio Fornari di Impredima, cui è stata affidata la regia operativa del cantiere), Bisotti aveva ricordato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza ritenne già in passato non meritevoli di esposizione i reperti di epoca romana trovati nell’area.
Una possibile soluzione – lo ha spiegato anche Bisotti – potrebbe essere una modifica progettuale ‘motu proprio’ da parte dei privati autori dell’intervento: non impossibile che accada, ma neanche così probabile se si andrà al ‘muro contro muro’.
Altri fronti caldi sono quelli della viabilità e dei parcheggi. Servirà una buona dose di pazienza soprattutto nel corso del periodo (da una a tre settimane circa) in cui, fatta eccezione per residenti e pedoni, non sarà consentito il transito veicolare lungo via X Giugno e lungo via Campo della Fiera.
In merito ai parcheggi “divorati” durante i lavori, invece, spazi “compensativi” saranno disegnati in via Mazzini e in viale Risorgimento: 4 o 5 posti auto, finito l’intervento, si perderanno però comunque.
Il rovescio della medaglia è nell’uso pubblico concesso all’Amministrazione di due spazi all’interno del futuro palazzo, che dovrebbe sorgere in 24/30 mesi: si tratta di una palestra (comprensiva di spogliatoi) da 250 mq che sarà al servizio delle scuole del centro storico e di uno spazio di analoghe dimensioni, dalle caratteristiche polifunzionali, che andrà a beneficio del quartiere.
A parte questo, il complesso sarà destinato ad uso residenziale (appartamenti) e lavorativo (uffici), con parcheggi tutti di pertinenza.
Tre – come spiegato anche in Sant’Ilario – le fasi dei lavori di demolizione di quella che fu la scuola di formazione dell’Enel. Dal 28 luglio, come detto, la demolizione: ruspe in azione prima sul lato di viale Risorgimento, a seguire in via Campo della Fiera e infine in via X Giugno.
Tempo permettendo, sarà necessario chiudere la demolizione entro il 15 settembre: è infatti quella la data di riapertura delle tre scuole (Gioia, Romagnosi e Mazzini) più vicine alla zona dell’intervento, per cui la puntualità – la ditta esecutrice l’ha pubblicamente garantita – sarà necessaria per evitare il caos.
L’intenzione della società ‘Campo della Fiera srl’, proprietaria dell’immobile, è di lavorare tutto agosto: dopo le delicate fasi di smontaggio dei pannelli modulari che compongono le facciate, via alla triturazione del cemento nel corpo del fabbricato affidata ad apposite pinze meccaniche.




