di Erika Opizzi, capogruppo Fratelli d’Italia al Comune di Piacenza
– Francesco I Re di Francia quando perse la guerra contro l’imperatore Carlo V per la conquista di Milano, dal carcere di Pizzighettone, scriveva così alla madre: “Tutto è perduto fuorché l’onore e la vita che è salva”. Non c’è due senza tre e il quattro verrà da sé?
Certo che Dosi, il Sindaco Buono che aveva promesso di costruire cattedrali nel deserto, è totalmente in balia degli eventi che stravolgono il suo partito. Il Partito Democratico, che ben poco di democratico mostra, ha portato il regolamento dei conti congressuali all’interno delle istituzioni.
In Consiglio Comunale abbiamo assistito all’ennesima farsa di una sinistra, già democristiana, che usa il Comune come se fosse un suo giocattolo.
Il Sindaco, con il dilettantismo che lo contraddistingue da sempre, si è presentato in aula con solo 5 dei 9 assessori che compongono la Giunta. Il che non gli ha impedito di fare fuori dei pezzi da 90 che gli hanno portato una valanga di voti alle amministrative del 2012.
L’ennesimo spettacolo patetico dei comunisti – bersaniani contro renziani – che si scannano prima sui giornali poi, in ragione di un vergognoso giro di poltrone, perché solo di questo si tratta, ritornano ad andare d’amore e d’accordo.
Si dovrebbe parlare di sviluppo economico, magari terminare il percorso per l’adozione del Piano Strutturale Comunale, pensare a come ridare vita ad un centro storico abbandonato alla deriva e in balia delle cabine di regia organizzate dalla Tarasconi e amici, magari attivarsi seriamente per Expo 2015…
Insomma Piacenza si meriterebbe un’amministrazione che affrontasse questi temi… Fratelli d’Italia ha presentato – oramai da mesi – una mozione molto strutturata e dettagliata nei contenuti, relativa alla promozione turistica di Piacenza nel periodo dell’Expo. Sono mesi che aspettiamo di discuterla, sperando (la speranza è l’ultima a morire) che la maggioranza “democratica”, con un’apertura mentale che non le è propria, valuti positivamente e faccia proprio il nostro progetto nell’interesse di Piacenza.
Purtroppo i lavori del Consiglio Comunale sono in stallo da mesi, per impreparazione e inadeguatezza manifesta del Sindaco e del Presidente del Consiglio, coperti e sostenuti da una maggioranza che si preoccupa di fare solamente presenza.
La situazione è insostenibile e intollerabile. La città, così come l’Italia del resto, è stata prima paralizzata dai congressi e dalle primarie dei PD, oggi da un Sindaco che sceglie di riconfermare proprio gli assessori renziani, come lui, che hanno abbandonato totalmente qualunque progetto di sviluppo economico (è il caso del professore Timpano, premiato con l’incarico di Vicesindaco), che guardano desertificarsi il centro storico (leggasi Tarasconi la cui non attività si commenta da sola).
Dette scelte denotano palesemente, qualora non si fosse ancora capito, che abbiamo un Sindaco non buono, ma debole, che non sa far altro che eseguire malamente e maldestramente ordini partigiani. Se questo è il nuovo (Renzi e compagni), ridateci la I Repubblica!
Cosa possiamo fare noi come minoranza? Architettare trame per farli cadere e andare a votare? E poi? La realtà è che non siamo pronti ad affrontare una campagna elettorale degnamente. Quindi l’unica cosa che possiamo fare è lavorare su un progetto: che idea di Piacenza ha la minoranza? Questo sarà quello che dovremo elaborare nei prossimi mesi.
Dosi, dal canto suo, ha abbastanza sfrontatezza per continuare a barcollare senza mollare mai. L’onore e la dignità per l’incarico che ha ricevuto dai cittadini non sono valori che sembrano interessargli. Quindi, a differenza di altri, Dosi può dire di aver salva solo la vita (da sindaco), almeno per ora, perché l’onore l’ha sacrificato sul campo del PD.
E Piacenza? Parafrasando Manzoni: così percossa, attonita la terra (la città) al nunzio sta.




