Ecosistema Urbano 2015: Piacenza è trentottesima

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piacenzaUn paese statico e fermo sul miglioramento ambientale, spezzato in due tra nord e sud, dove le emergenze, sempre più spesso, diventano quotidianità, con la qualità dell’aria che migliora, ma quasi esclusivamente per condizioni meteo favorevoli, anche se ci sono buoni segnali dalle energie rinnovabili e dalla raccolta differenziata. Questo è il quadro emerso dalla 22^ edizione del dossier  “Ecosistema Urbano 2015”, la ricerca di Legambiente, realizzata con la collaborazione dell’istituto di ricerche Ambiente Italia e Sole 24 Ore.
La classifica, che si basa su dati 2014, prevede un punteggio espresso in percentuale: ai primi dieci posti ci sono molte città sotto gli 80mila abitanti, mentre solo 2 centri di medie dimensioni (Trento e Bolzano 2^ e 4^) ed una sola grande città (Venezia, 8^). Nel dettaglio, il primo posto è occupato da Verbania con 82,75% seguita da Trento con 76,39% mentre la medaglia di bronzo va a Belluno con il 73,89%.
In fondo alla classifica si posizionano città del sud Italia: Catania al 100esimo posto, Vibo Valentia al 101esimo, Palermo al 102esimo. Chiudono la classifica le siciliane Agrigento (103) e Messina (104).
“Ecosistema Urbano” ha preso in considerazione, per la classifica finale, 18 indicatori, tra cui la qualità dell’aria, con i valori di NO2 (biossido d’azoto, emesso, ad esempio, dai motori diesel), i PM10, ovvero la materia particolata presente nell’aria inferiore alla dimensione di 10 micron, e la quantità di Ozono presente nell’aria. Tra gli indicatori anche i consumi idrici e la dispersione di acqua dalla rete, misurando anche il numero di impianti di depurazione. Particolare attenzione è stata rivolta ai rifiuti, con la produzione pro capite e la raccolta differenziata. Importanti anche i trasporti, dall’offerta di mezzi pubblici, al tasso di motorizzazione privata (auto e motocicli), fino alla presenza di isole pedonali e piste ciclabili. Per finire, la ricerca si è soffermata sul consumo elettrico e sulle energie rinnovabili.
A livello nazionale si registra un aumento di rifiuti prodotti, che si attesta sui valori del 2013, con 540 kg pro capite, mentre la raccolta differenziata sale al 43,90%.
Per quanto riguarda la qualità dell’aria, 27 città (contro le 33 del precedente rapporto) hanno registrato concentrazioni medie annue di biossido d’azoto superiori ai limiti di legge, mentre solo 4 comuni hanno “sforato” per quanto riguarda l’indice PM10. Il miglioramento più consistente è per l’ozono, con 28 capoluoghi (contro i precedenti 40) che superano i limiti. Stabili le auto e le moto circolanti, mentre per il trasporto pubblico il 68%  dei capoluoghi vede diminuire il numero di passeggeri. Migliorano, come accennato, i dati sulle rinnovabili con 17 capoluoghi (dai 16 precedenti) che ricavano 10 o più kilowatt ogni 1000 abitanti, provenienti da impianti su edifici comunali.
Piacenza, con una 38esima posizione generale (4 in più dell’anno scorso, dove si piazzava 42esima), brilla soprattutto per i buoni risultati sulla dispersione della rete idrica, con la 3^ posizione a livello nazionale, e sulle infrastrutture per la ciclabilità e isole pedonali, con la 15esima posizione in entrambe le classifiche. Bene anche sui km di piste ciclabili con la 18esmia posizione generale.
Piacenza perde, invece, terreno sulla produzione di rifiuti, con un brutto 92esimo posto e sulla qualità dell’aria dove, sulle concentrazioni di Biossido d’Azoto, PM10 e Ozono, Piacenza ottiene, rispettivamente, le posizioni 63, 59 e 77.
Discreta, infine, la posizione sulla raccolta differenziata (31esmia, anche se ancora lontana dalla vicina Parma, 12esima) e sulle rinnovabili con la 40esima posizione a livello nazionale.

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