Succede ovunque. Vedi un vigile urbano e pensi prima di tutto che quell’uomo (o donna) in divisa con l’aria da sceriffo abbia la capacità di poterti rovinare la giornata in un amen: con una multa. Già, quei foglietti rosa o gialli, con bollettino postale annesso, che messi sotto il tergicristallo fanno scattare inevitabili le imprecazioni dell’automobilista di turno. Per carità, se arriva la multa al cento per cento significa che qualche infrazione l’hai commessa. E a quel punto nulla vale, aver sperato di farla franca oppure lamentarsi che in altre zone della città si commettono infrazioni al codice della strada ben più gravi. Proprio in questi giorni, come accade ciclicamente, l’argomento è tornato di moda. Sia perché una sanzione è stata di recente al centro di una querelle che ha visto protagonista anche il sindaco Paolo Dosi, pesantemente insultato via facebook da una cittadina che, in maniera piuttosto maleducata, gli augurava il peggio per aver preso una multa venerdì sera dopo aver posteggiato in centro storico in divieto; ma soprattutto perché le notizie che giungono dal comando di via Rogerio sul fronte sanzioni non sono certo improntate alla clemenza. Nel 2016 e nel 2017, infatti, le multe per divieto di sosta e rimozione forzata sono destinate a lievitare. E non di poco. I piacentini sono avvisati.
Lo si apprende dal programma triennale della Polizia Municipale: a fronte della stessa cifra messa a bilancio relativamente a sanzioni del Codice della strada è infatti previsto un aumento dei proventi delle rimozioni che da 150mila euro nel 2015, passerà a 180mila nel prossimo biennio. Considerato che una rimozione mediamente costa circa 20 euro, ciò significa che per garantire tali introiti, se ne dovranno obbligatoriamente fare almeno 1500 in più all’anno.
Fatto questo che certamente non contribuirà a rendere più simpatica la figura del vigile nell’immaginario collettivo, di cui si parlava sopra. Al contrario. Eppure a quanto pare le direttive impartite nemmeno troppo implicitamente dal comando, che a sua volta esegue ordini impartiti dai piani alti dell’amministrazione comunale, sembrano andare proprio nella direzione di non fare sconti agli automobilisti distratti. A suffragare il concetto l’affiancamento al personale dei nuovi ausiliari del traffico. Obiettivo della “campagna”, senza che si abbia la pretesa di scoprire l’acqua calda, è quello di fare cassa dovendo il Comune coprire ogni anno i deficit lasciati da Apcoa, la società esterna che gestisce il servizio multe e rimozioni.
Al comando di via Rogerio il malcontento tra gli agenti è palpabile. Anche perché l’effetto collaterale rischia di essere ancor più mortificante: meno personale in strada per esigenze di sicurezza, più personale sui carri attrezzi. Il ragionamento che tra gli uomini in divisa va per la maggiore è il seguente: “Dare più multe significa togliere operatori dalla strada per dirottarli sui carri attrezzi per continuare a rimuovere fino ad appianamento del buco. Il risultato è che si prendono persone, dipendenti pubblici, e di fatto li si fa lavorare per conto di una ditta privata”.
Mal di pancia che ben si collegano con le polemiche dei giorni scorsi, alimentate dai cittadini, legate alle difficoltà e ai ritardi di intervento da parte degli agenti quando vengono allertati dalla cittadinanza per le più svariate evenienze di presidio del territorio. Una lamentela riconosciuta come legittima anche da gran parte degli agenti stessi, ma sulla quale hanno pochi margini di manovra essendo costretti loro malgrado a subire gli ordini superiori. Malcontento nel malcontento quello legato al nuovo piano operativo settimanale destinato a entrare in vigore a breve. Con le nuove turnazioni, le domeniche, le notti e i relativi riposi settimanali, acuirà l’assenza di agenti sul territorio.
Sull’argomento sono già emerse le prime polemiche. “Piacenza ha bisogno di pattuglie di forze dell’ordine che presidino le strade contro il crimine, non di impegnare un maggiore numero di agenti di polizia municipale per aumentare il numero di contravvenzioni per divieto di sosta» è l’opinione della Lega Nord.




