E ora il futuro costruiscilo con le tue mani

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di Roberta Suzzani– La crisi, così dicono gli esperti, è un tunnel ancora completamente buio. Prospettiva alquanto tetra di fronte a cui c’è chi ha deciso di non stare con le mani in mano, ma di fare delle proprie mani lo strumento per uscirne.

Come? Tornando al passato, all’artigianato più puro delle idee, delle tecniche, della cura del fare.

Homemade. Fatto in casa, tanto per restare fedeli alle tradizioni. Una tendenza, questa dell’artigiano creativo, che sta prendendo sempre più piede uscendo dal suo status di nicchia. La due giorni alla Cavallerizza di A/Mano è solo la punta di un iceberg che parla anche piacentino. La fiera dell’handmade ha superato ogni aspettativa richiamando molti curiosi che tra i banchi dei designer hanno trovato ecosostenibilità, originalità e qualità di fattura. Una finestra su un mondo in cui produzioni e oggetti seriali non sono di casa, ma dove di casa c’è la fantasia, la capacità di fare e soprattutto la sostanza che lascia l’apparire ad altri.

A Piacenza le mani in opera sono tante. Piccole realtà in crescita che hanno il volto dei nostri giovani. Il volto di Valentina, di Biancamaria e di Maria Cecilia tanto per citarne alcune.  Ragazze per nulla choosy che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e usare la testa. Tutte under 40, per la precisione under 35.

Tre modi di fare artigianato differente, una sola voglia: «Far capire che fatto a mano è fatto meglio, è di qualità, allena la mente e non inquina».

«Il mio è un laboratorio di idee dove realizzo quello che io amo definire i miei sogni». Trentadue anni, un passato da impiegata, Valentina Soldi, alias Monetina, ha lasciato la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato per costruirsi un futuro «fatto con le mie mani».

Il piccolo negozio in via Felice Frasi ha tirato su la saracinesca nel 2007. «In testa avevo ben chiaro quello che volevo: creare pezzi unici che avessero una storia, utilizzando vecchie stoffe, bottoni e filati di colori differenti. Ho girato e continuo a farlo alla ricerca di prodotti completamente naturali».

Un gomitolo di lana, un pizzico di fantasia e tanta passione. Tre ingredienti da cui nascono cuffie, sciarpe, spille, ma anche abiti «per la cui realizzazione mi appoggio a una sarta», e per stare in tema natalizio palle e decorazioni per l’albero.

«E dire che da bambina i lavori all’uncinetto proprio non li amavo. Oggi sono il mio futuro, ma, credo, non solo il mio. L’unico modo per uscire dalla crisi è abbandonare il concetto del superfluo e investire bene i soldi che spendiamo su prodotti di qualità».

Oggetti unici come quelli che, due passi più avanti sempre in via Felice Frasi, crea Biancamaria Calderoni, 35 anni, organizzatrice di eventi per professione, artigiana per vocazione. Da un anno Biancamaria ha creato le Aromatiche Lunatiche. «Stavo chiacchierando con un’amica e ci è venuta l’idea di realizzare una linea di tessuti di produzione artigianale».

Dall’idea alle tovaglie, Biancamaria ci ha messo uno stock di tessuto cento per cento cotone. «Usiamo solo prodotti naturali, cuciti in modo artigianale e, nel caso, stampati a mano. Ogni pezzo è unico per la fattura e il tessuto che utilizziamo. Una volta terminato uno stock di tessuto ne cerchiamo uno differente. Facciamo anche capi e oggetti su ordinazione, perché pensiamo che l’unico modo per distinguersi dalla grande produzione sia offrire prodotti realizzati con cura e amore».

Le cuciture non sono tutte uguali e cucinare con un grembiule fatto apposta per te rende anche i piatti più appetitosi.

Il motto di Maria Cecilia Ciusiani è «ritroviamo il tempo creativo». Uscita dall’università Maria Cecilia ha deciso di portare a Piacenza un po’ di Nord Europa. «Là botteghe come Rondò, che usano materiale di recupero per creare oggetti di arredamento sono diffusissime. Ho voluto aprire questo negozio per offrire uno spazio, anche mentale, a chi pensa di non essere capace di usare le mani per creare qualcosa di bello». Accanto agli origami, alle decorazioni, al rinnovo di mobili, Maria Cecilia coltiva la manualità altrui. In via Calzolai organizza corsi «per riscoprire il piacere di dare vita a oggetti semplici ed ecologici che stimolano la fantasia dei bambini, ma non solo. Molti si bloccano pensando di non essere in grado di farlo, invece con pochi segreti e un po’ di coraggio arrivano a creare da soli oggetti di carta o stoffa. Anche i bambini, per cui organizzo corsi all’asilo, sono frenati, ma quando si lasciano andare giocano con i materiali e la fantasia. Così allenano le mani e la mente».

Accanto al laboratorio e ai corsi Maria Cecilia coltiva un altro sogno. «Creare un concept store basato sull’ecosostenibilità e il biologico. La storia dimostra che dove sono stati aperti questi spazi la qualità della vita e dell’ambiente è migliorata».

Chissà, magari dopo Milano, Roma e Firenze potrebbe toccare a Piacenza segnare il passo verso la fine del tunnel.

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