“Cosa mi metto?”: adesso ci pensa lei

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Simona Trecordi, ideatrice di “Cosa mi metto?”

“È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”. È una citazione nientemeno che di Albert Einstein e anche il motto ispiratore di una giovane piacentina, Simona Trecordi, la cui iniziativa imprenditoriale incarna perfettamente il significato della frase. A tutti sarà capitato di imbattersi in format televisivi quali ‘Ma come ti vesti?’o ‘Guardaroba perfetto’, dove la maestra di stile Carla Gozzi – nel primo programma citato coadiuvata da Enzo Miccio – ricrea il look delle persone o ne riassetta il guardaroba. A chi non piacerebbe valorizzare perfettamente il modo in cui si è, semplicemente reinventando il proprio abbigliamento e il make up, anche con budget contenuti, possibilmente senza l’invadenza di una troupe televisiva? Ebbene, questo è proprio quello che Simona, con la sua iniziativa ‘Cosa mi metto?’, offre: una consulenza totale su come valorizzare la propria persona attraverso l’abbigliamento e il trucco, in un’assistenza veramente ‘su misura’.

Simona racconta come questa idea sia nata appena due mesi fa: “Dopo aver lavorato per più di sette anni nel campo della moda, in due grandi aziende, ho deciso di reinventarmi e di dare vita ad un servizio nuovo, soprattutto per una città come Piacenza; ho così frequentato un corso come consulente di immagine e personal shopper presso l’Accademia del Lusso di Milano; un’ulteriore qualifica che si aggiunge alla precedente, conseguita al Marangoni (prestigioso istituto di moda e design di Milano, n.d.r.). Prendo questo lavoro come una vera e propria ‘missione’: aiuto le persone a sentirsi meglio nella loro pelle, semplicemente valorizzando le loro caratteristiche, attraverso l’abbigliamento e il trucco, in semplici passi e senza budget eccessivi”.

E per quanto si dica che l’interiorità è quella che conta, la contemporaneità ci dimostra che apparire al meglio è importante, se non fondamentale, non solo per gli altri ma anche per noi stessi: “A volte ci si copre invece di vestirsi. Soprattutto noi donne abbiamo invece bisogno di sentirci al meglio in ogni occasione, anche la più informale. E questo può avvenire anche con semplicità, come dicevo; ogni look da me proposto è personalizzato e studiato in linea con lo stile di ogni donna. Certo la cliente deve avere fiducia in me e voler davvero cambiare. E dopo le prime esperienze devo dire che i risultati ci sono, con grande soddisfazione mia e delle persone che si rivolgono a me”.

In un ambiente un po’ provinciale come quello di Piacenza non è stato facile far passare questo messaggio: il consulente di immagine è ancora percepito come qualcosa di ‘esclusivo’ e magari troppo costoso. “ma non è affatto così – continua Simona – anche se devo dire che questo tipo di percezione è ancora della maggioranza. Per questo il mio ‘Cosa mi metto?’ è diventato, da consulenza individuale, un corso, diviso in tre parti”.

Una lezione di stile in piena regola che parte proprio da un’analisi delle clienti: “all’inizio del primo corso, che è quello base, faccio compilare un test, che mi aiuta a conoscere i gusti e i desideri delle persone che ho di fronte. Per esempio, chiedo di indicare lo stilista preferito e il capo di abbigliamento che non metterebbero mai; proseguo con un ‘gioco’ sui colori e con il ‘test del foulard’, che mi aiuta a comprendere a quale tipologia appartiene la cliente. A seconda dei risultati, ogni cliente corrisponde ad un profilo che io ho legato alle stagioni: attraverso alcune schede, mostro quali colori si adattano a loro. Segue una parte sulla cura della pelle e sull’analisi della propria silhouette. Per ognuna di queste c’è poi una scheda che propone vari outfit e abbinamenti, diversi nello stile. Per finire, c’è una parte di dress code, con indicazioni per essere sempre perfette in ogni situazione, e una di consigli sullo shopping, in linea con i colori e le indicazioni per ogni silhouette”.

Un corso davvero ben fatto e soprattutto tenuto da una che di moda se ne intende: una professionista del settore che non finisce mai di prepararsi. “Continuo a studiare e a creare capi d’abbigliamento, per non perdere la mia vena creativa – racconta Simona – creo anche accessori e prodotti di bellezza. Non mi fermo mai”.

Tornando ai corsi di ‘Cosa mi metto?’, la fase due è tutta incentrata sul make-up: consigli sul trucco e sui prodotti in commercio. “Anche in questa seconda parte ci sono schede che catalogano i visi, a seconda del taglio degli occhi, della forma del viso e di tutte le altre caratteristiche, sulla cui base studiamo poi il trucco personalizzato, uno da sera e uno da giorno. Alla fine, faccio una foto a ciascuna partecipante e su computer effettuo delle ‘prove’ virtuali: con tagli di capelli diversi, ad esempio, per dare l’idea alle mie clienti di come starebbero con un look differente. In questa fase do anche consigli sui prodotti di bellezza in commercio: sono sempre impegnata nella ricerca e selezione di quelli migliori, con un’attenzione particolare a quelli dall’INCI più pulito (l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients,  cioè è l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard. Quelli ‘puliti’ sono costituiti prevalentemente da ingredienti eco-bio, n.d.r.). Specifico che io dall’acquisto di prodotti o abiti non guadagno nulla; quindi nessuno è mai forzato a comprare, non è quello il mio obiettivo: il mio lavoro consiste nel segnalare quello che di meglio si trova sul mercato e ciò che è più indicato per la propria immagine”.

Arriva poi la parte successiva, il corso tre: “è quello che inizia con il ‘Wardrobe planning’, la sistemazione dell’armadio. Faccio soprattutto un lavoro di pulizia: ci sono guardaroba che non sono aggiornati magari da anni, e che contengono capi non più in linea, ad esempio, con l’età della cliente o con l’attuale forma fisica. Mi capita spesso di dare consigli alle più disordinate su come sistemare il proprio armadio. Poi c’è la parte relativa alla ricomposizione di alcuni look. A questo segue la fase che io chiamo ‘Shopping perfetto’: compare cose belle che stanno bene, anche senza spendere troppo. Spesso in molti guardaroba mancano i capi base e questa fase serve a completarli con il necessario”.

Un mondo tutto rosa, sembra; ma anche gli uomini sono affascinati dall’idea di rinnovare la propria immagine: “certo, c’è una clientela maschile che si rivolge a me: anche se vestire l’uomo è meno ‘complicato’ rispetto alle donne, spesso ci si scontra con altre difficoltà. L’uomo infatti tende a conoscersi ancora meno delle donne: ad esempio la maggior parte non sa dirmi che taglia porta. Mi sono poi capitati vari tipi di consulenza, come costruire il look di gruppi musicali”.

Le idee non si fermano però qui: “Sto creando nuovi corsi, ad esempio uno pensato specificamente per uomini, uno di coppia e un altro dedicato alle mamme, che si svolgerà proprio nel periodo della festa della mamma. Non ultimo, un corso di wedding rivolto alle spose, per parlare e confrontarsi su idee riguardanti trucco e abbigliamento; un’iniziativa che avrà come argomento non solo ‘lei’, la sposa, ma anche lo sposo, i testimoni, gli invitati. Ci saranno inoltre spunti su addobbi, fiori e molto altro, in collaborazione magari con wedding planner della zona; la mia non vuole infatti essere una vera e propria attività di wedding planner ma di consulenza. Una sorta di ‘raccoglitore’ di informazioni a cui la sposa disorientata può attingere”.

‘Cosa mi metto?’ non è solo corsi, ma anche eventi: “si, organizzo eventi nei negozi: il prossimo è il 22 dicembre a Borgonovo, da Discipline abbigliamento, nel pomeriggio dalle ore 16. Non è il primo che facciamo e spero ce ne saranno molti altri; anzi, nel 2013 questa iniziativa andrà anche fuori provincia. È qualcosa di nuovo e stimolante; le ragazze che entrano nel negozio si avvalgono, durante l’evento, della mia consulenza – in cui propongo vari outfit basandomi sulle loro caratteristiche – e di quella di altre tre ragazze: una make up artist, Fabiana Maggipinto, una fotografa, Daniela Zacchi (per ritrarre le clienti con l’abbigliamento e il trucco proposti), e una PR, Giulia Ferrari, che aiuta a ‘rompere il ghiaccio’ e spiega in cosa consiste l’iniziativa. Un evento come il mio può essere un plusvalore per i negozi, che, vista la concorrenza delle grandi catene di distribuzione, deve puntare sul dare qualcosa di più, che non sia solo il prodotto in sé ma anche una consulenza specifica. Comprare bene e in maniera mirata è oggi imprescindibile, per valorizzarsi e non sprecare inutilmente il proprio budget”.

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