Don Rigoldi: “Oggi Gesù
non farebbe carriera”

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rigoldiUn ulteriore prelievo fiscale: la Legge di Stabilità per l’anno 2015 inasprirà ulteriormente la tassazione sulle Fondazioni di origine bancaria. Una progressione esponenziale, messa in atto a ritmi quasi vertiginosi, che dal 2011 al 2015 farà crescere le tasse a loro carico di quasi 260 milioni di euro. Una scelta incomprensibile qualora si volesse valorizzare il mondo del volontariato, e tutti si dichiarano di questo parere, perché più tasse per le Fondazioni significherà inesorabilmente una drastica riduzione di risorse da destinare al Terzo Settore. Tutto ciò significa sottrazione di denaro alla ricerca, alla tutela dell’ambiente, al sostegno della cultura, e soprattutto agli interventi in favore delle persone più fragili, come anziani, disabili, malati, immigrati, bambini in difficoltà, tutte categorie alle quali lo Stato fatica sempre di più a provvedere.
Don Gino Rigoldi – presidente di Comunità Nuova, prete in prima linea nell’impegno di strada, verso i giovani in disagio e in quei luoghi pressoché sconosciuti a tutti che sono i penitenziari minorili – non ci sta. Prima di ascoltare le sue parole, estrapolate da un’intervista radiofonica concessa a Oscar Giannino (Radio 24), è utile riferire, per la comprensione della statura evangelica del prete milanese, alcune riflessioni ricavate dalla sua lectio magistralis, in occasione del conferimento della laurea ad honorem in Comunicazione sociale e d’impresa conferitagli dalla Statale: “La figura di Gesù è spesso rimpicciolita rispetto al suo annuncio evangelico. Temo che il Cristo vero, anche oggi, sarebbe amato ma finirebbe ucciso come duemila anni fa, in quanto evangelicamente scandaloso. Quantomeno non farebbe nessuna carriera”.
Ma torniamo all’intervista, nel corso della quale il noto giornalista propone subito al sacerdote una riflessione sulla botta fiscale destinata alle Fondazioni attive nel sociale.  “Mi sembra – risponde don Gino –  che ci sia uno sbaglio di mira: comprensibile colpire le fondazioni che controllano le  banche, e questo era forse l’intento di Renzi, meno bene, anzi male, che invece si vadano a colpire quelle fondazioni impegnate a spendere nel sociale e nella cultura. Queste ultime, già in difficoltà, subiranno un taglio di 30 milioni”.
30 milioni in meno per il sociale e per la cultura: la botta sarà pesante.
“Faccio un esempio – continua Rigoldi -. In Lombardia, in seguito al provvedimento cosiddetto svuota carceri sono usciti quasi 4500 detenuti: 1500 hanno un posto dove andare mentre 3000 sono in mezzo a una strada. Se nessuno li aiuta con un percorso di formazione che permetta loro di trovare un lavoro possiamo immaginare facilmente l’esito del provvedimento. Gli enti pubblici partecipano ai programmi di inserimento e re-inserimento, ma il lavoro vero lo fanno le associazioni. Se i tagli saranno confermati tutto il processo si fermerà e ci andranno di mezzo le persone. Renzi ne ha sentito parlare? Io queste cose le ho viste”.
Ma dove è finita la sensibilità di Renzi su questo tema? Visto che lui stesso si vanta di essere stato uno scout e di conoscere a fondo il terzo settore?
“Non credo sia molto sensibile su questi argomenti. Detto questo, è compito del governo verificare la correttezza delle Fondazioni: se operano bene e fanno del bene non devono essere penalizzate”.
La Cassa depositi e prestiti partecipa, con altri, ad un fondo per l’housing sociale. Si tratta di quasi 1 miliardo di risorse disponibili e nonostante questo non si riesce a realizzare niente. Don Rigoldi e realtà simili alla sua, invece, sarebbero capaci di realizzare housing sociale?
“ Noi abbiamo delle proposte: altri mille appartamenti con lo stesso affitto delle case popolari, a 300 euro al mese. Dobbiamo lavorare affinché  i giovani possano sposarsi, permettersi il “lusso” di avere un figlio: diamo loro appartamenti belli ad affitti accessibili”.
Norma generale per il terzo settore: c’è la possibilità di nutrire fiducia?
“Il governo raccoglie 200 milioni dal 5 per mille. Va sfoltito l’elenco degli assegnatari: il circolo del tennis o i galli cedroni delle Alpi non mi sembra fondamentale prendano il 5 per mille”.

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