Diga in Val Nure, Scarpa senza argomenti: “Quel che serve lo sappiamo noi”

0

Ha espresso considerazioni e timori legittimi e condivisi anche da gran parte della popolazione della Val Nure, il dottor Edoardo Faleschini, medico chirurgo milanese, nei confronti dell’ipotesi di un invaso nella valle in cui da vent’anni trascorre le proprie vacanze. “Da villeggiante mi sento di affermare – sono le parole di Faleschini – che non sarà la diga il fattore che porterà turismo. Non siamo attratti dal bagno nell’acqua torbida, melmosa e piena di detriti di una diga, bagno peraltro vietato per motivi di sicurezza, oppure da un fiume senz’acqua, con cicliche colate di fango e di pesci morti durante gli svasi. Il turista – prosegue il medico milanese – non sfugge dal traffico della grande città per trovarsi in quello dei mezzi pesanti che serviranno, per anni, il cantiere della diga. Nessuno avrà voglia di fare investimenti immobiliari in valle sapendo che, sotto la diga, sarà più difficile recuperare il suo investimento. Quello che attirerà i turisti in Val Nure, se debitamente pubblicizzata, è la bellezza di una valle integra e la qualità dei suoi prodotti naturali, non contaminati da prodotti chimici”. Una riflessione che ha toccato anche l’ambito in cui Faleschini lavora, quello della salute pubblica: “La comunità scientifica ha da tempo appurato che l’inquinamento ha ricadute pesanti sul benessere umano – sostiene il medico – e rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie oncologiche. Io, come chirurgo, ho passato una vita ad arginare i danni dei tumori sull’organismo e capisco l’importanza di avere a portata di mano, per i miei momenti di relax, un ambiente incontaminato e cibi sani. In una fase in cui sta crescendo sempre più il successo del cibo di qualità, l’agricoltura collinare e di montagna della Val Nure potrebbe diventare un volano per lo sviluppo della valle. Bisognerebbe sostenerla con una corretta gestione politica ambientale, fatta di tutela del territorio, di investimenti e aiuti a favore dei piccoli agricoltori”.

Federica Scarpa

Ma per Federico Scarpa, presidente del Consorzio Servizi Infrastrutture e Logistica (Cosilp), le considerazioni del dottor Faleschini indurrebbero a un “allarmismo ingiustificato”: “Possiamo assicurare l’esimio chirurgo che già nei lontani anni ‘60 avevamo capito che la salubrità nelle opere pubbliche è utile per i cittadini e non riteniamo sia il caso, da parte sua, di fare dell’inutile allarmismo accennando genericamente a fattori di rischio di malattie oncologiche legati a un fantomatico inquinamento”. E Scarpa prosegue: “ Ci spiace constatare che siano soprattutto i ‘turisti’, provenienti da Milano e Lombardia in particolare, che dall’alto della loro superiore cultura siano particolarmente attenti allo sviluppo immobiliare, turistico e agricolo. Come se soltanto ‘loro’ fossero deputati a rappresentare gli interessi economici, culturali, ambientali ed agricoli degli operatori e abitanti dell’intera Val Nure. Nessuno, prima d’ora, aveva ‘osato’ accostare la salute pubblica alla costruzione di un invaso”. Il presidene del Consorzio Cosilp aggiunge: “Stia tranquillo il dottor Faleschini, i ‘comitati di cittadini’ sapranno fare il proprio dovere e fare in modo che le nostre valli colgano correttamente le occasioni di sviluppo rimanendo belle ed accoglienti quali sono, con buona pace sua e degli ospiti lombardi delle nostre valli”.
Naturalmente ogni opinione è lecita e tuttavia, fuori dal bar, ci si aspetterebbero motivazioni ragionate ed elementi a supporto della tesi sostenuta. Lo ha fatto il professor Faleschini, non lo ha fatto il presidente di Cosilp Federico Scarpa.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.