Paola De Micheli e Katia Tarasconi non si sono mai particolarmente amate. Colleghe di giunta dal 2007 per un anno o poco più (seconda giunta Reggi), prima che De Micheli spiccasse il volo verso i lidi parlamentari, e volti femminili sicuramente tra i più in vista del Pd piacentino, anche in queste primarie del centrosinistra hanno imboccato strade diverse: De Micheli a sposare la causa del segretario nazionale Pierluigi Bersani, Tarasconi quella del sindaco di Firenze Matteo Renzi. E dire che fu l’allora sindaco Roberto Reggi a volerle entrambe nella sua squadra di governo. Due fedelissime per anni, prima che Reggi, smessi i panni di sindaco, decidesse di appoggiare Renzi “tradendo” il nume Enrico Letta. Una scelta seguita da Tarasconi; non da De Micheli rimasta invece sulla traiettoria dettata da Letta. Nelle ultime settimane le due sono diventate delle vere “pasionarie”, tanto che nell’assemblea degli iscritti organizzata dal segretario cittadino Christian Fiazza, è toccato loro il ruolo di speaker, e cioè quello riassumere i concetti principali contenuti nei programmi dei due candidati e in pratica di convincere gli indecisi. Un saluto freddo e distante prima di salire sul pulpito. In apertura De Micheli ha spiegato perché votare per Bersani: “Bersani è una persona onesta, ha uno stile sobrio e perché in assoluto sulle politiche industriali e fiscali è una delle competenze massime del paese. Ha inoltre il profilo di premier che serve all’Italia per dare continuità al lavoro di Monti. Bersani è riuscito a tenere unito il partito quando sono state fatte scelte faticose, ha interloquito con la società, ha parlato delle riforme fatte che miglioreremo nella direzione dell’equità. Siamo avanti bene nei sondaggi, Bersani cresce nonostante la sua campagna sia partita dopo rispetto agli altri competitor”. Ha controbattuto Tarasconi: “Non è facile sostenere la candidatura di Renzi a Piacenza, la città del segretario Bersani. Renzi ha un programma complesso e articolato, contrariamente a quanto molti poco informati sostengono. Motivi per votarlo ce ne sono tanti: propone una riduzione drastica dei parlamentari, abolizione dei vitalizi, investimento su cultura e turismo che serviranno tanto all’Italia. Investire sulla scuola, 100 euro in più al mese per tutti coloro che sono al di sotto di 1200 euro mensili. Sono tutti progetti molto ambiziosi. Con Renzi il Pd ha guadagnato consensi. Le regole? Non siamo troppo soddisfatti. Le proposte di chi vincerà le primarie dovranno essere sostenute da tutto il nostro schieramento, sono impegni che non potranno essere disattesi come è stato fatto nel passato”.




