Davide Zucchi: “Alseno aggredito dal traffico, spero che presto vengano stanziati i fondi per la tangenziale”

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“La speranza da qui alla fine del mandato? Vedere stanziati i fondi per la tangenziale”. E’ il sogno del cassetto che Davide Zucchi, sindaco di Alseno, coltiva e vorrebbe poter incassare la realizzazione tra un paio d’anni quando, dopo un decennio, si concluderà il suo impegno di primo cittadino. Che cosa le lascerà questa esperienza? “Sono contento di aver conosciuto tante brave persone. Un’esperienza che sicuramente consiglierei anche se le contrarietà non sono mancate. Amministrare significa risolvere i problemi. Infatti i servizi comunali, senza l’organo politico, andrebbero avanti comunque ma quando si presentano le criticità serve una guida forte, serve chi prende decisioni per risolvere una situazione di stallo e soprattutto è necessaria la capacità di cercare la collaborazione di tutti. Con il litigio non si risolve nulla”.

Il traffico il problema maggiore

Se il traffico è uno dei problemi che stringe come una tenaglia il paese da sempre, oggi con la svolta della sostenibilità e la nuova attenzione all’ambiente che si traduce anche con consistenti finanziamenti legati al Pnrr, la prospettiva potrebbe essere più di una speranza.

Lo studio che il sindaco mette sul tavolo ha ormai 11 anni e considera l’ipotesi di tracciato che inizia appena prima dello stabilimento Rdb (ex Canova) e si conclude appena dopo il torrente Grattarolo (nella zona dell’ex Casa Mercato) che segna di fatto la fine del centro abitato. Con Cadeo, Alseno è rimasto l’unico comune tagliato dalla via Emilia senza un percorso alternativo per il traffico pesante di scorrimento.

Gli effetti di quel traffico Alseno se li respira tutti. C’è un dato che racconta questa situazione. E’ quello raccolto dall’Autovelox che il comune ha dislocato in un punto del tratto della statale 9 e che ha contato auto e camion in transito. In un giorno lavorativo – segnala il sindaco Zucchi – sono passati 10mila veicoli sulla corsia in direzione Parma; si può ipotizzare la stessa quantità di veicoli sulla corsia parallela in direzione di Piacenza e quindi in totale i veicoli che attraversano il nostro paese ammontano a circa 20mila veicoli al giorno. Una situazione insostenibile per chi abita sul fronte della via Emilia. Oltre alle vibrazioni per il passaggio dei mezzi, e all’inquinamento che il traffico deposita sul paese c’è anche il tema della sicurezza per gli attraversamenti necessari perché tanti esercizi commerciali si trovano lungo l’asse della via Emilia compresa la chiesa.

Con speranza si guarda all’Anas per la tangenziale

Per la tangenziale l’attenzione dunque è puntata sulle risorse che a livello nazionale saranno assegnate all’Anas. Secondo lo studio di fattibilità “molto dettagliato fatto dal Comune” il costo stimato è circa 20milioni di euro. “Speriamo – dice il sindaco – che all’Anas vengano assegnate le risorse per poterla realizzare. La nostra idea è di una tangenziale intelligente come quella di Pontenure che sposti dal paese il traffico pesante ma che permetta il transito veicolare sul tratto di via Emilia dove ci sono gli esercizi commerciali, bar, ristoranti…” Della realizzazione di quest’opera molto attesa da almeno un decennio si era iniziato a parlare vincolandola alla costruzione della quarta corsia dell’A1 (passerebbe in territorio del comune di Alseno) – sottolinea il sindaco. Perciò, visto che ora si sta riparlando di questo tema, le speranze si sono riaccese. “Cambierebbe certamente il volto del paese – dice – e anche le abitazioni che rappresentano il nucleo storico potrebbero essere riqualificate e nel complesso ne guadagnerebbe la vivibilità. Faccio sempre l’esempio di Pontenure e Ponte Taro, ebbene dopo la costruzione della tangenziale il centro abitato è stato riqualificato, c’è la ciclabile, c’è l’aiuola spartitraffico. Insomma quel tratto è diventato vivibile”.

Progetti di ciclabile “valenza turistica”

Zucchi punta l’accento poi sui progetti che potranno essere finanziati dal Piano di rilancio e resilienza. Questi fondi – dice – per una buona fetta transiteranno dai comuni e anche Alseno ha in serbo alcune idee per il tavolo locale di progettazione. Sicuramente – segnala il primo cittadino – punteremo sulle piste ciclabili, spero che sia arrivato il momento per la ciclabile per Chiaravalle, Alseno e Castellarquato. Noi vorremmo candidare il nostro comune per questo progetto quando usciranno i bandi. Con altri comuni, Fiorenzuola, Pontenure, Cadeo stiamo pensando poi a un collegamento trasversale che colleghi questi quattro paesi sulla Via Emilia con una ciclabile. Inoltre so che a Fiorenzuola stanno pensando di collegare la città a Castellarquato e un tratto di questo percorso transiterebbe sul comune di Alseno. Un progetto che riuscisse a collegare Chiaravalle a Castellarquato avrebbe – rimarca il sindaco –una forte valenza turistica.

Piccole scuole: nuova giovinezza

Quanto ai lavori pubblici, archiviati gli interventi sugli edifici scolastici di Castelnuovo e Lusurasco (“mancano rispettivamente la palestra e una sala mensa, progetti che cercheremo di portare avanti”) l’attenzione si è concentrata sulla scuola media riqualificata dal punto di vista energetico (“I lavori già appaltati e affidati”) accanto a questo si interverrà anche sulla casa comunale per adeguarla alle norme antisismiche. I progetti ci sono – sottolinea Zucchi – non ci faremo cogliere impreparati su tutte questi interventi quando usciranno i bandi per i finanziamenti.

Il sindaco Zucchi rivendica la “scelta sociale” di mantenere vive le frazioni con le loro scuole. Cinque nuclei urbani (capoluogo compreso) e ciascuno con la propria scuola. “Anzi – segnala – devo dire che per Castelnuovo e Lusurasco ci sono numeri che fanno vivere a queste scuole una seconda giovinezza”.

In che senso? “Ci sono tanti bambini che frequentano le elementari: a Castelnuovo sono 84 e a Lusurasco sono 70 più del 50% sono da Fiorenzuola”.

Il motivo? “Probabilmente c’è un ritorno d’interesse verso le scuole frazionali dove il numero dei bambini per classe sono pochi. Un ritorno a queste scuole  con classi meno numerose e con percentuali di stranieri molto ridotte. Una situazione molto diversa dalle classi della città dove ci sono più bambini e soprattutto dove la presenza di bambini stranieri arriva anche al 50-60%”.

Nessuno può pensare oggi di ostacolare l’integrazione – segnala Zucchi – tuttavia quando la presenza si bambini stranieri nelle classi è molto numerosa i genitori temono che ci possa essere un rallentamento del processo di apprendimento. E’ in sostanza questa la preoccupazione delle famiglie.

“Il problema tante volte è proprio linguistico. Io l’ho provato di persona insegnando agli adulti nelle serali delle medie”. Incontravo persone che nel loro paese – ricorda – avevano il diploma e anche la laurea ma non era riconosciuto in Italia. Il limite maggiore, a parte l’imbarazzo di dover insegnare la matematica a persone che avevano la laurea in ingegneria, era proprio quello linguistico.

Lavoro. Commercio ma anche la filiera meccanica

Chiuse le grandi fabbriche, l’ex calzaturificio Gaby e la Laltesi produttrice di escavatori, che cosa rappresenta oggi Alseno nella produttività e nell’occupazione? E’ il commercio il nucleo forte? C’è il commercio, ma anche altro – sottolinea il sindaco. Abbiamo il Rossetti Market, la Gas Sales Energia che fornisce metano e luce che ha parecchi dipendenti, un’azienda che ha sede qui, poi FT System che si occupa di assistenza per attrezzature sul controllo delle linee di produzione dell’imbottigliamento, i prefabbricati Rdb che ha spostato la produzione da Monticelli ad Alseno e poi la SIRAM che ha trovato casa ad Alseno  tre anni fa. E’ un’azienda che fornisce servizi per la gestione calore che fa parte d un gruppo francese. Da Gragnano si sono spostati ad Alseno”. Si può quindi dire che le imprese manifatturiere sono sostituite da servizi? “Non solo. Abbiamo ancora lo zoccolo duro della meccanica. Ci sono tante piccole aziende di torneria e carpenteria. Credo sia un bagaglio di conoscenze professionali legate alla tradizione sedimentata qui durante gli anni dell’attività della Laltesi. Ne abbiamo a Castelnuovo, Chiaravalle. Insomma è rimasta una bella filiera di meccanica e naturalmente non ci si deve dimenticare dell’alimentare con i due salumifici ad Alseno e a Chiaravalle. Si può parlare di tenuta dal punto di vista economico? Sì, a parte due aree sfitte (quella della Laltesi e la Gaby) gli immobili produttivi sono tutti occupati. Resta poi il caso della Casa Mercato su cui non si è ancora conclusa la fase di vendita per l’immobile. Ora c’è una nuova asta in corso. Due sedute sono andate deserte e se ne farà una terza e speriamo che sia la volta buona.

La speranza è che anche questa area tornasse attiva.

Sognare la piazza che non c’è

Alseno resta un paese in cerca di fisionomia e una piazza potrebbe diventare un centro di gravità importante. Un altro degli auspici di tanti amministratori di Alseno. La piazza che non c’è.

“Io vedo la piazza qui” dice il sindaco che mi accompagna alla finestra della sala consigliare e mi mostra lo spazio sottostante. “Ecco, quello è lo spazio. La vedrei qui. Con una barriera verso la via Emilia, ci sarebbe la posta, il bar, i medici, il dentista, un’ area di sosta per chi accompagna i bambini a scuola…”

Per realizzarla servono i finanziamenti – specifica il sindaco – però questo intervento potrebbe rientrare nella rigenerazione urbana. La Regione ha un canale di finanziamento su questo tema. Pensate di accedere? Abbiamo già avuto accesso a un finanziamento – dice Zucchi – con il progetto “Francigena in comune” noi con altri comuni dove per Chiaravalle, ad esempio, abbiamo in cantiere il parcheggio dei camper e poi speriamo che anche nel Pnrr ci siano fondi per la rigenerazione urbana. Potrebbero essere un buon bagaglio per pensare a realizzare la piazza nella zona del palazzo comunale. Naturalmente in questo caso – conclude – servirebbe il via libera da parte del privato. Su quest’area ci sono alcune abitazioni  oggi vuote e non utilizzate… ma sa per la pubblica amministrazione non è facile acquistare.

Problemi sociali prima e dopo il Covid

Alseno come in tante realtà registra un prima e un dopo. Lo spartiacque è rappresentato dalla pandemia e dai problemi sociali che ha lasciato. “I problemi si vedono e sono reali.- dice il sindaco Zucchi. Sono davvero tante le persone che si rivolgono al servizio sociale da due anni a questa parte e anche chi prima della pandemia non lo faceva. Dai buoni spesa alle integrazioni per l’affitto. Difficoltà che non presentano solo gli anziani ma anche famiglie giovani”. Nel periodo del lockdown – segnala – chi svolgeva lavoretti di aiuto domestico o lavori a chiamata in bar e ristoranti ha dovuto sospendere e quindi questo ha rappresentato una perdita decisa del reddito familiare. “A breve usciremo con il nuovo bando per utenze, buoni spesa ecc. Ma la pandemia ha lasciato anche questo”.

Antonella Lenti

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