Confcooperative Piacenza, Daniel Negri:”Siamo per il lavoro di squadra. La coprogettazione sbocco per il futuro

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DANIEL NEGRI PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE PIACENZA

Anche il settore cooperativo, pur potendo contare su un modello societario meno dispendioso e più partecipato avendo come obbiettivo il lavoro dei soci, sta soffrendo, come tutti, l’emergenza economica generata dalla crisi energetica. Il presidente di Confcooperative Piacenza, Daniel Negri, già la scorsa primavera aveva sottolineato come la capacità di resistenza agli urti e alle difficoltà del mondo cooperativo fosse messa a dura prova. A distanza di quasi un anno riproponiamo le stesse tematiche per verificarne l’evoluzione.

  • Presidente come stanno reagendo, nei diversi settori, le cooperative piacentine aderenti a Confcooperative?
  • La crisi energetica ha impattato duramente sulle attività produttive in genere, come ha fatto e sta ancora facendo sui bilanci familiari, e non ha quindi certamente risparmiato il mondo cooperativo. A livello di comparti ha sicuramente colpito maggiormente tutte le attività energivore (imprese artigianali e strutture di trasformazione dei prodotti agroalimentari, ad esempio), ma anche quelle destinate alla cura della persona, ove non è certo possibile diminuire il consumo senza intaccare il livello di benessere delle persone ospiti delle nostre strutture (asili, scuole, ricoveri, centri di assistenza per anziani e disabili, …).
  • State pensando a strategie future tipo comunità energetiche per l’autoconsumo nel settore agricolo?
  • A livello di Confcooperative nazionale, e quindi anche localmente, stiamo valutando l’opzione delle comunità energetiche a 360 gradi su tutto il mondo cooperativo, ma attendiamo ancora gli ultimi tasselli a livello normativo per intraprendere veri e propri studi di fattibilità e messa a punto di prototipi specifici per i vari ambiti. Confidiamo comunque che quella delle comunità energetiche possa essere una vera opportunità di sviluppo e di coesione, una modalità, fra l’altro, che incarna perfettamente tutti i valori specifici della cooperazione (mutualità, collaborazione, aggregazione territoriale, sviluppo delle aree interne, …). Il settore agricolo quindi non è l’unico che potrà beneficiarne, ma di certo siamo più pronti che su altri fronti avendo già costruito, nel tempo, importanti progetti di filiera che raggruppano, ad esempio, la quasi totalità dei nostri caseifici aderenti impegnati nella produzione del Grana padano.
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  • Qual è il settore che soffre meno?
  • Difficile essere perentori, probabilmente il meno direttamente intaccato dal caro energia è il settore della fornitura di servizi al mondo produttivo, tipo cooperative di consulenza tecnica (ingegneri, esperti di marketing e finanza, agronomi, ..), o di consulenza medico-specialistica.
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  • La committenza sta riconoscendo i maggiori costi?
  • Questa è una nota dolente che interessa, in primis, tutte le nostre cooperative sociali che, a diverso titolo, forniscono servizi a grandi committenti, che nella maggior parte dei casi sono le pubbliche amministrazioni. Spesso la sensibilità nei nostri interlocutori è ben presente, ma vincoli di bilancio e ristrettezze economiche non facilitano la possibilità di riconoscere giusti aumenti rispetto ai costi preventivati ed ai contratti siglati in epoca pre-crisi. Qui rimane quindi del lavoro da compiere, anche relativamente al quadro normativo che regola gli appalti.
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  • Le cooperative che operano nel settore sanitario e nelle Rsa come stanno reagendo alle maggiori sollecitazioni?
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  • Non sono molte le armi a disposizione delle nostre strutture che operano al servizio della persona. Di certo però non siamo stati a guardare ed abbiamo attuato piani di efficientamento energetico delle strutture (isolamento termico, relamping, …), in modo da abbassare i consumi, o perlomeno gli sprechi. Questi interventi, a livello nazionale, sono stati sostenuti da Fondosviluppo, il nostro fondo mutualistico, che ha messo in atto interventi finanziari specifici sia per i suddetti interventi di efficientamento energetico, sia per fornire liquidità immediata alle cooperative che non riuscivano a coprire gli aumenti delle bollette. In entrambi i casi il sostegno ha previsto e prevede tuttora il pagamento degli interessi bancari e delle spese di garanzia su prestiti e mutui. A tale quadro, sempre in riferimento alle criticità nelle RSA, si deve purtroppo aggiungere la carenza strutturale di personale socio-sanitario che, già presente da tempo, si è fortemente acuita negli ultimi anni.
  • Molto probabilmente l’emergenza energetica non termina domani, il quadro economico che si va delineando richiederà ancor più una maggiore collaborazione con la committenza, non solo a livello di erogazione dei servizi, ma anche in fase di progettazione, come del resto è tempo che auspicate, la situazione pensate si possa evolvere in questa direzione?
  • Noi, da anni, parliamo di coprogettazione dei servizi assieme alle stazioni appaltanti (amministrazioni), opzione prevista dalla legge, che supera il dualismo committente-esecutore ed introduce il concetto di un lavoro di squadra per raggiungere un obiettivo comune, con maggiore efficacia ed efficienza lungo tutto il processo ed a totale beneficio del fruitore del servizio (cittadini). Passi avanti ne sono stati fatti, ma occorre perseverare.
  • Confcooperative e il Pnrr, i progetti a cui avete lavorato nei gruppi di lavoro che hanno poi presentato i progetti candidati a ricevere un finanziamento nell’ambito dei bandi previsti dal Pnrr, a che punto sono?

Confocooperative Piacenza ha partecipato a tutti tavoli di lavoro coordinati dall’Amministrazione giungendo poi a definire circa 20 progetti, nei diversi ambiti, che sono ora nella disponibilità dell’ente pubblico. Le nostre cooperative sono ora pronte, quando si aprirà la fase attuativa, a dare il proprio contributo nell’esecuzione di opere ed interventi che andranno a totale beneficio delle nostre comunità territoriali, in tutto il perimetro provinciale.

  • Per ultimo, ma non ultimo, sicuramente avrete avuto un confronto con la nuova maggioranza in Comune, com’è andata?

La nostra cooperazione sociale ha già avuto diverse possibilità di incontro ufficiale con la nuova amministrazione. In quelle sedi abbiamo avuto modo di presentare le nostre specificità ed i nostri servizi, parlando di asili, scuole paritarie, comunità educative, strutture di assistenza. Ovviamente chiediamo di poter lavorare insieme in termini di coprogettazione e lavoro comune.

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