scritto da Redazione Online Mag - 10 - 2018 TAG:

L’area dell’ex Consorzio

Si annuncia come uno degli interventi di riqualificazione più importanti degli ultimi trent’anni il piano di recupero dell’immensa area di via Colombo, retrostante il Palazzo dell’Agricoltura, cioè lo spazio a ridosso del centro storico che va dalla Lupa fino a San Lazzaro. Si tratta di un’area di 130mila metri quadrati, per gran parte (113mila metri) di proprietà del Consorzio Terrepadane, ma che comprende anche l’immobile comunale dell’ex mercato ortofrutticolo e l’area del Piano Caricatore. Una fetta di città oggi cosparsa di vecchi edifici, capannoni industriali, silos, desolatamente degradata e fatiscente. Che il Consorzio Terrepadane intende riportare a lucido attraverso un iter urbanistico costruito insieme alla giunta Dosi e che oggi sembra stia per avere l’ok anche dall’amministrazione Barbieri.
Un mega piano di riqualificazione con l’idea di far nascere un vero e proprio maxi-quartiere dotato di tutti i servizi.
Il piano di recupero prevede che, una volta riqualificata, l’area contempli una superficie edificata di 70mila metri quadri. Nelle previsioni del master plan, già realizzato dagli architetti incaricati dal consorzio, ci sono anche alloggi di housing sociale, spazi ricreativi (verde pubblico, ma anche sportivi), uffici e strutture alberghiere, parcheggi, molta area verde e una quota di commerciale. Il tutto per decine di milioni di euro di investimento.
Imminente sembra ora il via libera della giunta Barbieri all’accordo di programma, e senza decisive modifiche urbanistiche: “Il piano non cambia – ha confermato il presidente di Terrepadane Luigi Bisi – l’impianto della riqualificazione sostanzialmente coincide con quello presentato”.
Il piano, già illustrato dai precedenti inquilini di Palazzo Mercanti, suscita però ancora perplessità e tante sono le domande sul tappeto. Ad esempio sul residenziale: in una città che conta già migliaia di alloggi sfitti, qual è la sostenibilità di centinaia di nuove unità abitative? O sul commerciale, aspetto sul quale si rincorrono voci incontrollate: quanto spazio occuperanno nuovi negozi o nuovi store? Come reagiranno i commercianti e le rispettive categorie di quel centro storico che da qualche anno sta faticosamente uscendo dalle sabbie mobili della desertificazione? E ancora: l’incognita della bonifica, perchè alcune zone dovranno essere bonificate prima di qualsiasi tipo di intervento.
Problemi veri, e tuttavia è difficile rifiutare una soluzione in grado di resuscitare una non secondaria porzione di città oggi letteralmente defunta.
Di questo avviso è Silvio Bisotti, assessore all’Urbanistica nella giunta di Paolo Dosi nonché segretario del Pd, tra i fautori del progetto allora e oggi sempre convinto della bontà dell’operazione.

Silvio Bisotti

“Non possiamo lasciare alle ortiche tutto quel comparto – spiega Bisotti –. In qualche modo va recuperato alla città. Nell’accordo di programma sono coinvolti anche la Provincia e la Regione, quindi ci saranno più occhi che monitoreranno il buon andamento dell’operazione.
Da come l’avevamo impostato noi – e credo resterà così – ci saranno obblighi stringenti che non permetteranno di creare cattedrali nel deserto, e mi riferisco a tutte le opere di urbanizzazione (strade e interventi di pubblico interesse) che saranno realizzate comunque e a prescindere dalla gradualità della realizzazione delle varie strutture interne. In sostanza: non è che questi fanno il supermercato, poi decidono di smettere e il resto rimane devastazione. Poi è chiaro che alcuni lotti si realizzeranno nel tempo e qui sarà necessario un costante controllo della pubblica amministrazione, al fine di scongiurare qualsiasi forma di degrado”.
Qual è la maggiore criticità?
“Io credo che la vera discussione – risponde l’ex assessore all’Urbanistica – si animerà attorno alla dimensione dell’insediamento commerciale che prevede supermarket e negozi di vicinato per 14mila metri quadri. Molti a suo tempo hanno paventato l’operazione come l’ennesima colonizzazione della grande distribuzione, in grado di mettere in difficoltà il resto dell’economia commerciale. In realtà le analisi fatte, i riscontri avvenuti e un sostanziale accordo con le associazioni di categoria dei commercianti, mi consentono di dire che il problema sembra superato anche perché l’intervento contempla spazi per esercizi di vicinato e darebbe ospitalità anche al comparto commerciale che ora gravita su via Colombo.
Oggi apprendo – prosegue Bisotti – che la Lega sarebbe contraria alla metratura dell’insediamento commerciale ma questo mi sembra un problema tutto interno alla maggioranza. In sostanza, pur muovendo alcune pedine (per quanto riguarda le opere di compensazione che magari la nuova amministrazione preferisce gestire in modo parzialmente differente – vedi la sede dei vigili che forse verrà portata a Borgo Faxhall anziché nell’edificio dell’ex consorzio – personalmente non ho nulla da eccepire); in sostanza – riprende il segretario Pd – rimango dell’idea che sia un intervento importante, decisivo per riqualificare tutta la zona, integrato con l’intervento relativo al finanziamento del Bando periferie. E’ chiaro che va gestito con molta attenzione, monitorando il tutto costantemente, senza perdere colpi. E soprattutto auspicando che il mercato sia in grado di assorbire la nuova proposta commerciale e residenziale.
Via Colombo, teniamolo presente, nella sua parte prospiciente l’area di cui stiamo parlando, non è priva di criticità sia sociali che urbanistiche. La riqualificazione in oggetto può rilanciare l’intero quartiere. Si tratta di un’operazione doverosa”.

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