
Ora è ufficiale; la spiaggia lungo il Trebbia che si trova sotto al borgo di Brugnello è diventata una zona naturista. Il via libera è arrivato prima dalla Regione e infine, lo scorso 23 giugno, anche dal Comune. È la consacrazione di quasi due decenni di battaglie pacifiche intraprese dai naturisti che domandavano solo il diritto di uno spazio adibito al nudismo in Trebbia.
A onore del vero è necessario sottolineare come quella spiaggia sia sempre stata tacitamente ad uso dei naturisti; chi è un frequentatore assiduo del Trebbia da Bobbio in su lo sa bene. Tuttavia l’ufficialità di questa delibera non può che far gioire le associazioni come “Anita”, “Pc Nat” e “Trebbia Nat” che hanno affermato come ciò che sembrava puramente utopia si sia trasformato in realtà.
La notizia dell’apertura di “Secchiello selvaggio” si è sparsa sul web, poiché rappresenterebbe la seconda spiaggia fluviale naturalista in Italia, la quattordicesima se nella lista si vuole annoverare anche quelle marittime.
Per Marco Guarnieri, Sindaco di Corte Brugnatella, l’assegnazione all’uso naturista di quella spiaggia è la logica conclusione del fatto che molti di questi turisti durante i mesi estivi finiscano con il prendere casa in paese e far parte del tessuto sociale. Inoltre il turismo di queste persone è indubbiamente ecologico, molto legato alla semplicità e al legame con la terra e con il Trebbia. Uno degli obiettivi dei naturisti è infatti anche quello di ripulire il fiume dall’immondizia e preservarne uno dei meandri più suggestivi.
Giampietro Tentori, Presidente di “Anita” ha tenuto a sottolineare come il concretizzarsi di questa nuova realtà sia stato possibile grazie alla collaborazione fra i naturisti e il Comune che ha resto “normale” questa pratica e tutto il movimento che le orbita attorno.




