
Con la misura di 17,05 metri il talento piacentino si è imposto sui francesi Hodebar e Gogois. Ora occhi puntati sulle Olimpiadi
Tallin è stata teatro di una competizione estremamente serrata per quanto riguarda le finali di salto triplo. Ieri mattina il talento cristallino dell’atleta piacentino è emerso e gli ha permesso di imporsi sul gradino più alto del podio e di laurearsi campione europeo under 23 di questa specialità.
I favori del pronostico erano tutti dalla parte di Andrea che, seppur giovanissimo, è forte di un recente salto di 17,35 metri. Basti pensare che questa misura è la quinta miglior prestazione dell’anno a livello mondiale, e la prima per quanto riguarda gli atleti under 23. Consapevolezza di avere i mezzi necessari a vincere, certo. Tuttavia è innegabile che con queste premesse la pressione sulle spalle del campione piacentino fosse molta.
Le qualificazioni del 10 luglio sono state poco più che una fase interlocutoria per Dallavalle. Il biglietto per la finale è stato strappato senza troppa fatica con un salto di 16,47 metri, ossia 17 centimetri in più della misura sufficiente a guadagnare il pass diretto. La scioltezza con la quale Dallavalle ha ipotecato l’accesso alla finale va a sottolineare anche il grado di maturità che il piacentino ormai ha conseguito. Il messaggio era chiaro per tutti: la vera sfida si sarebbe tenuta il giorno dopo, nel pieno rispetto dei pronostici che, appunto, davano come favorito proprio Andrea.
Ieri mattina le insidie più concrete sono arrivate da un avversario francese, il saltatore Enzo Hodebar. Al termine della seconda tornata di salti era infatti il transalpino a condurre la gara con una rimarchevole misura di 16,99 metri, ben 9 centimetri in più di Dallavalle. Il terzo salto è stato quello decisivo per Andrea. Sguardo fisso sulla pedana, rincorsa decisa sostenuta da passi veloci e leggeri e poi tre meravigliosi stacchi. Andrea atterra: 17,05 metri, primo.
A questo punto Dallavalle si è limitato a tenere sotto controllo la competizione, guardandosi le spalle da eventuali contrattacchi. Fortunatamente nessuno è stato in grado di insidiare il primato del piacentino. L’ultimo tentativo del piacentino è stato più che altro una passerella. Giusto così, meglio non rischiare. Saggio conservare le forze e l’integrità in vista delle imminenti Olimpiadi di Tokyo.
Bello e carico di speranze il sorriso di Andrea sul gradino più alto del podio, davanti ai francesi Hodebar (16,99) e Gogois (16,65). Piacenza è orgogliosa del suo campione di casa, un atleta talentuoso e “forgiato” a livello sportivo dall’Atletica Piacenza. Ora Andrea difende i colori delle Fiamme Gialle e, sotto lo sguardo vigile del suo tecnico Ennio Buttò, può sognare le Olimpiadi, il traguardo più prestigioso per un atleta.




