Copra Volley, ottavo posto ma potenzialità superiori

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Copra Volleydi Giancarlo Tagliaferri – E’ un girone di andata che si chiude per la Copra Piacenza nel tunnel dell’ottavo posto, al limite della zona play-off e con una qualificazione in Coppa Italia agguantata solo alla penultima giornata. Ma sono i numeri a certificare e a sancire un bilancio tecnico al limite del default: 6 sconfitte su 12 (di cui 4 per 0-3), 3 rovesci casalinghi, 0 set vinti contro le prime  della graduatoria, 9 punti di distacco dalla quarta piazza. Parlare di fallimento tecnico e’ forse prematuro ma ricercare ed imputare le cause solo ed esclusivamente alle turbolenze societarie estive ed autunnali non renderebbe merito e giustizia ad una squadra costruita con un budget economico importante e con obiettivi ben diversi dal consuntivi di meta’ stagione.
E’ lampante come in campo la squadra non abbia ancora una identita’ di formazione oltre che’ una continuita’ di rendimento; sicuramente la partenza di LeRoux ha tolto qualche sicurezza sul secondo tocco a Vermiglio ma non si puo’ certo affermare che il nuovo acquisto Poey sia facendo male, il cubano sbagliera’ molto ed e’ falloso ma se guardiamo le classifiche punti/set e’ secondo solo dietro al fenomenale perugino Atanasjevic; ergo il problemi stanno altrove.
Analizzando le classifiche di rendimento a livello di squadra Piacenza si colloca al settimo posto come rendimento in ricezione ed in attacco, meglio nel fondamentale del muro con un sesto posto nella graduatoria ed addirittura un soprendente secondo posto solo dietro a Modena nella speciale classifica delle battute vincenti.
A livello individuale nessun biancorosso e’ presente tra i primi dieci nel rendimento di difesa (Papi 10°, Mario Junior 12°), al centro (Alletti 15°), come numeri di muri (Kohut 14°) e come rendimento in attacco (Zlatanov 12°), spiccano, al contrario,  positivamente i rendimenti singoli in battuta di Zlatanov e Ostapenko (rispettivamente  4° e 8°) e di Massari come schacciatore (9° nella speciale classifica).
Al di la’ delle mere statistiche emergono comunque delle lacune palesi che ad oggi il lavoro in palestra di Radici e del suo staff tecnico non e’ riuscito a porre rimedio; la squadra fatica in primo luogo nei fondamentali di cambio palla muro-battuta-difesa, certo Piacenza negli ultimi due anni ha perso importanti interpreti in questi fondamentali (Holt, Simon, Fei, Vettori, Kaliberda) ma la sensazione e’ che tra campo e panchina le risorse per fare meglio ci siano. Dai nove metri oltre ai gia’ citati Zlatanov e Ostapenko (che devono comunque trovare maggiore continuita’) sia Poey che Vermiglio e Massari hanno le qualita’ per creare maggiori pressione ai ricettori avversari cosi come a muro un maggior impiego di Tencati in prima linea e in difesa coinvolegendo con frequenza nei cambi di seconda linea sia Marra che Massari, possono contribuire a ritrovare una maggiore efficienza a servizio di un Vermiglio troppo discontinuo e non sempre lucido nella distribuzione del gioco anche a causa si eccessivo nervosismo in talune fasi di gioco.
Ed e’ proprio il nervosismo e l’atteggiamento di squadra che lascia piu’ di una perlessita’, con  Milano nell’ultima casalinga, si e’ assistito ad una squadra sfilacciata in campo , con scarsa coesione ed intensita’ difensiva: la reazione sia di alcuni giocatori che dirigenti ad alcuni fischi e malumori del pubblico (legittimi nella sostanza) ha stupito ed e’ parsa assolutamente spropositata e fuori luogo celando un malessere su un rendimento di squadra insufficiente in ragione di un organico comunque importante e titolato. Piacenza ha potenzialita’ superiori dell’attuale ottavo  posto, Ravenna, Latina e Verona che precedono in classifica sono assolutamente alla portata sia come roster che come distacco di punti, se nel girone d’andata fossero state capitalizzate al meglio i due impegni abbordabili contro la CMC e contro Padova , oggi si ragionerebbe su una classifica piu’ soddisfacente e meno ansimante.

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