Coop in controtendenza resistono alla recessione

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Recentemente è stato reso noto il primo Rapporto sulla cooperazione in Italia realizzato dal Censis per conto dell’Alleanza delle cooperative italiane. Dallo studio emerge come l’occupazione nelle cooperative ha continuato a crescere, anche nei primi nove mesi del 2012. A fare da traino alla crescita dell’occupazionesono state le cooperative sociali con un boom di addetti nel periodo 2007-2011 (+17,3%) proseguito nel nel 2012 (+4,3%). Anche l’area del terziario ( commecongiunturali.rcio e distribuzione, logistica, e trasporti, credito e servizi all’impresa) ha registrato un +9,4% nel quadriennio 2007-2011 e un +3,4%nel 2012. Nell’ultimo anno in affanno il settore agricolo (-3,8%). La crisi più grave le cooperative la registrano nel settore edile dove la perdita occupazionale supera il 12%. Complessivamente la maggior parte delle cooperative (40%) risulta essere in fase stazionaria, il 24% si consolida, il 17% è in crescita, mentre il 17% si trova in difficoltà. Le più colpite sono le piccole cooperative, meno attrezzate a rispondere alle problematiche congiunturali.

Dalla ricerca viene inoltre confermata la forte vocazione femminile del settore. Le donne occupate sono il 52% e il 29% nei cda. Quelle più rosa sono nel sociale (51%) e nei servizi il 31%. Emergono inoltre il carattere locale delle cooperative (poche esportano, solo il 7%) e il valore costituito dalla centralità della persona. Diverse sono infatti le pratiche per andare incontro alle esigenze dei lavoratori: lavoro flessibile, promozione della crescita professionale dei giovani soci, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le donne, strumenti di welfare integrativo, meccanismi di supporto per i lavoratori immigrati.

I presidenti di Legacoop Giuliano Poletti e di Confcooperative Luigi Marino concordano nel valutare come dalla ricerca sviluppata dal Censis emerge chiaramente che il mondo cooperativo ha una buona attitudine a misurarsi con i problemi posti dalla crisi mostrando una capacità di tenuta sul piano dell’occupazione in un contesto dove si assiste invece ad una pesante contrazione. Il rapporto consegna quindi un’immagine della cooperazione che ha saputo, nel corso degli anni, crescere e ristrutturarsi.

Lo ribadisce anche Maurizio Molinelli presidente di Legacoop Piacenza: “ La nostra priorità in questo momento è certamente difendere l’occupazione, subito dopo dare risposte al mondo giovanile che coglie nella forma cooperativa una opportunità per sviluppare lavoro. Il percorso non è semplice perché il problema di accesso al credito resta difficilissimo e frustrante. Accompagnare nuove iniziative resta comunque prioritario per non precludere lo sviluppo alle  idee che soprattutto tra i giovani si moltiplicano con vivacità. Si tratta prevalentemente di piccole manutenzioni e nuovi servizi che spaziano in diversi settori fino al settore educativo e di integrazione per gli immigrati, esemplare è la cooperativa Mondo Aperto”.   Ma  il progetto più importante che Legacoop ha ora sul tavolo è quello di dare concretezza ad un nuovo modello di welfare a gestione pubblico-privata coordinato dalla Regione Emilia Romagna nel settore dei servizi sanitari sulla base anche dell’esperienza di Inacqua.

Anche Confcooperative Piacenza segue la stessa cometa: dopo aver concluso una articolatissima verifica all’interno della struttura e della base sociale ha avviato una ristrutturazione interna per favorire maggiore flessibilità, efficienza e rapidità negli interventi. Il primo risultato è stato la messa a punto di una scaletta di servizi  di sostegno  ai soci soprattutto su problematiche che interessano funzioni strategiche. Sta poi sviluppando in chiave futura una visione innovativa che interessa il settore abitazioni e l’erogazione di servizi sociosanitari per supplire alle difficoltà del pubblico nel erogarle. Il presidente Francesco Milza sottolinea come dalla crisi si possono ricavare delle opportunità avendo la capacità di ridiscutere tutti i modelli fin qui proposti e rivedere le prospettive da angolature diverse. “I problemi non ci devono sottrarre attenzione  nel cogliere nuove opportunità, riguardo al problema abitativo occorre pensare di rendere accessibile il godimento dell’abitazione, non necessariamente la proprietà.  La richiesta di condivisione sociale andrebbe soddisfatta attraverso soluzioni integrate che realizzino nella società i valori fondanti della cooperazione”. Milza cita ad esempio il progetto Gens in fase di incubazione che realizzerà servizi di sanità integrativa, microcredito al consumo e gestione delle utenze domestiche: si prevedono buone opportunità di impiego per giovani cooperatori.

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