C’è una strategia già ben delineata dietro all’ipotesi di creare cooperative di medici per co-gestire una rete diffusa di “case della salute” in grado di far fronte a bisogni che, nel territorio, stanno cambiando: a “benedire” la proposta, presentata da 54 professionisti piacentini ad Ausl e Ordine dei Medici, è infatti Legacoop Piacenza, che guarda con crescente interesse ai settori dell’assistenza e del sociale.
La crisi di comparti come quello edile, in cui le cooperative erano tradizionalmente molto forti, ha spinto Legacoop a riequilibrare le proprie priorità: in un contesto in cui si va verso una rivoluzione del welfare è infatti probabile che il sistema tradizionale, impostato in larga parte su ospedali e studi privati “singoli”, sarà sempre più integrato – quando non sostituito – da medicine di gruppo in cui ciascun medico dovrà ripensare al proprio ruolo e dovrà ridisegnarlo nell’ambito di una “squadra” di professionisti. Oggi nel piacentino esistono una dozzina di medicine di gruppo e un paio di pediatrie di gruppo, ma l’aspettativa – anche all’interno dell’Ordine dei Medici – è che realtà di questo tipo siano destinate ad aumentare, in relazione alle necessità di una popolazione che invecchia e per la quale – ad esempio – l’assistenza domiciliare sarà sempre più importante.
In questo quadro, per evitare le crisi di rigetto già causate da troppi scossoni imposti dall’alto e quindi spesso mal digeriti, si delinea la proposta che i 54 medici di medicina generale piacentini hanno lanciato: creare una cooperativa di medici che possa co-gestire il processo in atto, senza creare nuovi piccoli “ospedali di periferia” ma con l’obiettivo di andare verso una gestione mista – in collaborazione con l’azienda sanitaria – delle nascenti “Case della salute”, delle strutture per i malati di Alzheimer e altre realtà analoghe.
L’attuale normativa della Regione Emilia Romagna rende al momento difficilmente attuabile il progetto, per cui proprio dall’Ausl è arrivata la prima (e tutto sommato prevedibile) frenata: la partita, però, sembra essere solo al fischio d’inizio.




