Compiani: “Percorso partecipato sul futuro
della sanità, inutili ora le polemiche”

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Il sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani
Il sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani

Il sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani interviene sulla situazione della sanità piacentina dopo la relazione dell’ing Baldino sul programma di riorganizzazione dell’Asl “Futuro in salute”.

“Nell’ultimo Consiglio Comunale aperto di Fiorenzuola pochissimi hanno colto l’importanza di questa fase della Sanità Piacentina dedicata  alla conoscenza e alla comprensione della grande mole di dati che l’Ing. Baldino ha illustrato  per descrivere l’attuale modello di Sanità nella nostra provincia. In diversi si sono presentati con il discorsetto polemico già preparato indipendentemente dagli spunti di riflessione offerti . Come non riflettere sul fatto che solo il 50% dei fiorenzuolani utilizza il nostro ospedale servendosi allo stesso modo di altri presidi (i dati sono del 2013 ad ospedale funzionante). Se ragioniamo della Val d’Arda la percentuale si abbassa ancora di più. Come non vedere che anche da noi l’utilizzo improprio del Pronto Soccorso fa in modo che anche quando la gente potrebbe andare dal proprio medico intasa per circa il 70% con codici verdi i presidi ospedalieri. Come non vedere che, ragionando di specialità chirurgiche, già da oggi i cittadini scelgono,per la loro sicurezza, ospedali e professionisti che per particolari patologie sono specializzati e trattano un numero elevato di casi all’anno. Come non vedere che la sanità in questi ultimi anni è cambiata profondamente dal punto di vista scientifico,economico,legislativo. Che è cambiato lo stile di vita delle persone. Si vive di più, la popolazione invecchia. Aumentano le cronicità (diabete,scompenso cardiaco,ipertensione,bronchiti,artrosi,depressione ecc) e che queste patologie vengono trattate (o non trattate) fuori dagli ospedali.  Oggi non ha più senso parlare di un unico ospedale ma bisogna parlare di una rete di ospedali . Bisogna parlare di una rete di Servizi territoriali sanitari da ricostruire coinvolgendo tutte le figure della sanità (medici di medicina generale,pediatri di libera scelta,medici ospedalieri,infermieri ed altre figure ) non solo in un luogo che può essere “la casa della salute” (  che non deve essere un ospedale e nemmeno un pronto soccorso) ma anche in percorsi diagnostico terapeutici che intercettino e gestiscano gli attuali e i nuovi bisogni (cronicità ecc.) .Bisogna parlare di una rete di Servizi Sociali a supporto dei bisogni che sono  anche sanitari ma non solo. Questi sono alcuni spunti da approfondire e su cui ragionare. Come possiamo pretendere di costruire dei contenuti di un sistema (Ospedale o territorio) se non conosciamo,studiamo e comprendiamo la realtà sanitaria di oggi. Così come abbiamo parlato del Sistema Sanitario attuale le prossime tappe del percorso “Futuro in Salute”riguarderanno i servizi sanitari  territoriali  e l’equità di accesso (novembre/dicembre). La verve polemica un tantino  elettoralistica  ha forse fatto sfuggire il fatto che una delle sfide future saranno i servizi territoriali e che a Fiorenzuola non basta un Ospedale degno di questo nome ed importante per la rete provinciale, ma che ha bisogno anche di una porta di accesso ai servizi territoriali, che si chiami Casa della salute o con un altro nome. Ci sarà infine l’ultima fase del percorso (dicembre /gennaio)dedicata alle riorganizzazione della rete ospedaliera. A quel punto , avremo tutti gli elementi per discutere e decidere di quale Ospedale sia utile per Fiorenzuola, Castelsangiovanni, Piacenza o Bobbio e quali saranno i contenuti. Non deve essere questo il senso di un percorso partecipato? Nessuno avrà deciso fino a che il percorso non sarà concluso. Le proposte alla Regione le faranno i Sindaci (CTSS) insieme all’Azienda USL dopo un confronto  peraltro già avviato cercando la massima condivisone con  tutti i soggetti interessati interni ed esterni al sistema (Consigli Comunali, Organizzazioni Sindacali, Medici di base , Cittadini più o meno organizzati ecc.) Come sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ospedale deve essere visto come una risorsa estrema, da usare solo quando è indispensabile per il tempo strettamente necessario e ideato e organizzato ponendo al centro la persona con le sue esigenze di cura ed i suoi bisogni. Direi che questo ultimo principio deve valere per tutto il ridisegno della rete sanitaria e sociale Piacentina. Noi fiorenzuolani comunque non partiamo da zero: c’è il nuovo pronto soccorso (certamente da riorganizzare a padiglione B concluso), c’è la nuova radiologia che sarà presto arricchita dalla nuova Risonanza magnetica approvata dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria (un investimento di oltre un milione di euro). Perché ormai è chiaro (meno a quelli che non lo vogliono) che dalle macerie rinascerà un nuovo ospedale la cui prima pietra sarà posata il 12 di Dicembre. Nessun intervento di oggi pregiudica il futuro. Perché nessuno vuole scatoloni inutili e soldi buttati via ma un ospedale che risponda ai bisogni del territorio in rete con altri ospedali con i servizi sanitari e i servizi sociali della val d’Arda. Stiamo lavorando per quest’obiettivo”.

Giovanni Compiani, sindaco di Fiorenzuola

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