scritto da Redazione Online Giu - 8 - 2018 TAG:

“Chi vuole fare l’ospedale nell’area Pertite e perchè?” si chiede il ‘Comitato per il parco Pertite-bosco in città’ e affida ad una nota una riflessione su cosa diventerebbe il parco promesso (“solo una fascia di contorno”) nel caso il nuovo nosocomio venisse realizzato nell’ex Pertite.

Il comunicato del Comitato per il parco Pertite-bosco in città

Nel 2011 30.000 piacentini hanno chiesto, con un referendum, che l’intera area Pertite diventi parco. Il 10 aprile 2017 il Consiglio Comunale ha approvato la destinazione a parco, nel RUE (Piano Regolatore), dell’intera area Pertite. Il Sindaco Patrizia Barbieri ha più volte dichiarato pubblicamente di essere favorevole al parco Pertite e contraria alla costruzione nell’area di un ospedale. Ora si rimette tutto in discussione? Perché? Forse perché le pressioni sulle istituzioni da parte dei maggiori immobiliaristi e costruttori locali si fanno sempre più forti? Probabilmente sì. E’ un dato di fatto che realizzare l’ospedale nella Pertite conviene a chi ne otterrà l’appalto perché, fra le quattro diverse localizzazioni prese in considerazione, in quest’area gli investimenti pubblici per la costruzione non devono essere decurtati della spesa necessaria per l’acquisizione dell’area stessa, dato che la Pertite è già di proprietà pubblica; inoltre, se si facesse l’ospedale nella Pertite, il budget dell’operazione aumenterebbe, perché l’Agenzia del Demanio ha promesso 800.000 euro per la bonifica dell’area. Consideriamo l’ipotesi dell’ospedale nell’area Pertite. Il risultato sarebbe quello che si può vedere nella simulazione qui riportata: l’area d’ingombro dell’ospedale, compresi i parcheggi (115.000 mq circa) è rappresentata dal quadrato bianco centrale e il “parco” (160.000 mq circa) dalla corona verde che lo circonda. Infatti l’ospedale, per legge e in base ai criteri di buona progettazione, deve essere protetto dai rumori provenienti dalle strade di traffico (Via Emilia Pavese e Via 1° Maggio), dalle scuole di Via Stradella e dal centro commerciale di Via Atleti azzurri d’Italia. Per questo motivo andrebbe collocato al centro della Pertite e il “parco” sarebbe una sorta di fascia di rispetto di contorno. Se invece si decidesse di dividere l’area in due parti distinte, comunque contigue, le relative funzioni resterebbero incompatibili, a meno che il “parco” non fosse, in realtà, il giardino dei degenti e dei visitatori dell’ospedale precluso ad usi diversi. Vi immaginate i bambini che corrono, giocano, schiamazzano intorno o a fianco dell’ospedale oppure eventi frequentati da una massa di persone, magari la sera? E il bosco, con tutta la fauna che oggi ci vive, che fine farebbe? Inoltre è chiaro che il “parco” non resterebbe verde per sempre, perché costituirebbe, inevitabilmente, lo spazio di riserva per le future espansioni dei parcheggi o della struttura ospedaliera.
Contrattare sui metri quadrati di verde in più o in meno è fuorviante. Occorre entrare nel merito dei problemi. In un clima come il nostro, l’ultimo bosco in città e i suoi prati devono essere conservati per mitigare l’inquinamento atmosferico, il surriscaldamento dei suoli impermeabilizzati e il rumore del traffico, ma devono anche essere fruibili da tutti i cittadini, non restare inaccessibili. Dal 1968 la legge stabilisce standard di parchi urbani per adeguare le città italiane alla dotazione delle città nord europee. Piacenza sarà gravemente deficitaria anche dopo aver trasformato in parco l’intera area militare Pertite.
Chi da oltre 10 anni vuole costruire ad ogni costo sulla Pertite (prima case e terziario, poi arsenale militare, recentemente impianti sportivi ed ora ospedale) sostiene che i cittadini fautori del parco sono incontentabili o integralisti, perché non accettano un mezzo parco in condominio con l’ospedale e lo vogliono intero. Questi cittadini, di cui noi facciamo parte, non hanno nessun tornaconto personale, mentre quelli che pretendono di costruire un nuovo ospedale nella Pertite ce l’hanno (e questo è legittimo), ma sono insaziabili perché non solo vogliono realizzare, con soldi pubblici, una struttura di cui Piacenza non ha bisogno, ma la vogliono proprio nella Pertite per avere l’appalto più ricco possibile. Se gli Amministratori, invece di concentrarsi sui reali bisogni della provincia di Piacenza in materia di servizi sanitari, si lasciano convincere da cifre e argomenti che favoriscono gli interessi particolari e non quelli generali, le scelte che faranno saranno dannose per la salute, per il benessere e per le tasche dei cittadini contribuenti.
Politici, associazioni, comitati e singoli cittadini, fate sentire la vostra voce! L’intera area Pertite deve diventare parco per il bene di tutti! Investire nella costruzione di un nuovo ospedale non necessario sottrae risorse alle spese sanitarie davvero indispensabili: quelle per il personale, le attrezzature e i servizi.

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