Cattolici e clero in primo piano nella lotta di Liberazione: le voci e i racconti dei protagonisti

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Ristampato il volume della prof. Celestina Viciguerra che nel 1969 per la sua tesi di laurea raccolse le loro testimonianze

“I cattolici e il clero nella lotta di Liberazione nel Piacentino” in libreria la seconda edizione del volume edito da “Parallelo 45”. Il libro, presentato nei giorni scorsi nel palazzo della Curia vescovile deriva da un’accurata ricerca storica sul campo condotta dalla professoressa Celestina Viciguerra per la sua tesi di laurea nel 1969.

Il valore della pubblicazione consiste soprattutto nel fatto di riportare le testimonianze di tanti protagonisti della lotta di Liberazione intervistati dall’autrice, allora studentessa universitaria, tra essi molti i laici ma soprattutto i sacerdoti al tempo ancora viventi che raccontarono l’impegno della chiesa piacentina nella lotta di Liberazione.

“La ripubblicazione del volume – sono alcune delle parole del vescovo mons. Adriano Cevolotto nell’introduzione al libro – che è rimasto per decenni «dimenticato», non è un’operazione nostalgica, ma motivo per fare memoria grata di una passione civile radicata nella forza del Vangelo”.

Un libro dunque che parla di memoria e della nostra storia più recente da non dimenticare attraverso la voce dei protagonisti che ne mette in risalto la sua unicità perché dà voce alla generazione che ha vissuto la Resistenza. Alla presentazione del volume sono intervenuti insieme all’autrice, il vescovo mons. Adriano Cevolotto, Stefano Pronti, presidente dell’Anpi, e Mario Spezia, presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani. L’autrice nel presentare il suo lavoro ne ha raccontato la genesi. L’argomento della tesi – ha spiegato Celestina Viciguerra – è nato per caso. Naturalmente l’argomento era molto presente perché la mia famiglia aveva sofferto durante quegli anni ma non avevo le idee molto chiare. La svolta arrivò con la proposta del mio professore che avanzò l’idea di scrivere una tesi proprio su questo tema. E così partì il progetto.

Si trattò di una vera e propria partenza perché – come ha raccontato la professoressa – è stato necessario percorre tanta strada per raggiungere i protagonisti nelle vallate piacentine. Non esistevano archivi – ha spiegato – e le fonti erano rappresentate dalle poche pubblicazioni esistenti con l’indicazione dei nomi e dei luoghi. Non restava che girare la provincia in lungo e in largo e in un anno di lavoro, macinando chilometri su chilometri ogni giorno, il quadro è stato completato.

Ma nel libro c’è un messaggio ancora più profondo che vale anche oggi e che arriva dalle voci dei testimoni di quel tempo  secondo Mario Spezia presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani – perché quei racconti sono un invito ai cattolici a darsi da fare e a offrire il loro impegno alla comunità.

Per  Stefano Pronti la pubblicazione di questo lavoro era indispensabile perché attinge dalle fonti più vicine alla data della Liberazione attraverso la ricognizione negli archivi della Diocesi. La ristampa è poi arricchita anche da un dettagliato indice analitico con nomi e luoghi (curato dallo stesso Pronti). Sono rievocate tra l’altro le figure storiche dall’avvocato Francesco Daveri – morto nei campi di sterminio in Germania e di don Giuseppe Borea fucilato nel 1945 al cimitero di Piacenza.

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